IL NIDO DEL CORVO, di Piergiorgio Pulixi (Feltrinelli – gennaio 2026)

Recensione 1
Con Il nido del corvo, Pierluigi Pulixi inaugura una nuova coppia investigativa destinata a lasciare il segno: Daniel “Corvo” Crobu e Viola Zardi. Due poli opposti che non si annullano, ma si completano in un equilibrio instabile e affascinante, come solo Pulixi sa costruire.
Daniel Crobu è un personaggio che conquista in silenzio: elegante, misurato, profondamente cattolico, padre affettuoso e figlio devoto. Un uomo che sembra integro, quasi luminoso. Eppure, sotto quella compostezza si nasconde un passato che lacera: un’infanzia segnata da violenza domestica, riscattata solo dall’incontro salvifico con Michelangelo Crobu, il padre putativo che gli ha insegnato a rinascere.
Viola Zardi è il suo contrario vivente: disordinata, affannata, allergica all’eleganza, con il cuore blindato e il vizio delle carte come compagna di fuga. Ma Pulixi è maestro nel ribaltare le apparenze: il vero buio non abita in Viola, bensì in Daniel, e questo scarto psicologico rende la coppia irresistibile.
La trama è serrata, ricca di colpi di scena, immersa in una Sardegna che non fa da sfondo ma da personaggio vivo: Oristano, con la sua luce e le sue ombre, diventa il teatro perfetto per la caccia a un maniaco ossessionato da mani eleganti e unghie smaltate. Pulixi intreccia il noir con una sensibilità rara: non si limita a raccontare un’indagine, ma scava nell’animo umano, nelle ferite che ci modellano, nei legami che ci salvano o ci condannano.
A impreziosire il romanzo compaiono anche due figure già amate (o detestate) ne La donna nel pozzo:
Arturo Panzirolli, traffichino romano, burino quanto basta, editore a strozzo e sempre pronto a complicare la vita altrui ed innamorato perso di Viola che ovviamente lo detesta e lo aveva fatto anche arrestare.
Ermes Calvino, povero illuso e ancor più povero uomo, spacciato per il nipote di Italo Calvino.
La loro presenza crea un ponte narrativo che i lettori di Pulixi riconosceranno con un sorriso.
Il nido del corvo è un romanzo che colpisce per ritmo, profondità emotiva e capacità di fondere il buio del noir con la fragilità dell’essere umano. Pulixi non si limita a costruire un’indagine: costruisce persone, con le loro crepe, i loro segreti e la loro irriducibile umanità. Un inizio di saga che promette molto, e mantiene tutto.
Recensione di Paolo Pizzimenti
Recensione 2
Da Strega a Corvo in un attimo.
Da Croce e Rais a Zardi.
Il nuovo noir di Piergiorgio Pulixi ci riporta nella sua Sardegna.
Anche questa volta non sono i luoghi “famosi” dell’isola ad essere teatro delle vicende, ma l’entroterra poco conosciuto.
Siamo nel Sinis, in mezzo a grandi campi coltivati, un tempo paludosi. Le persone si conoscono tutte, non è difficile notare un forestiero… o almeno così sembra.
D’un tratto dopo anni di silenzio un cellulare si accende e manda un segnale.
Si tratta del telefono appartenente ad una donna scomparsa anni prima.
Il segnale non si muove.
Corvo e Zardi si affrettano. Accanto al telefono abbandonato un “reperto” della donna.
E’ ancora viva? E’ morta?
Domande che si susseguono e nessuna pista all’orizzonte.
Corvo e Zardi non sono però solo investigatori. Hanno una vita privata: lei impegnata in una relazione un po’ delicata, lui padre di due figlie, marito e figlio devoto.
La famiglia Crobu di cui fa parte abita in una tenuta di proprietà chiamata proprio Niu e Crobu, il Nido del Corvo (che dà il nome al libro) ed è anche essa isolata nella provincia di Oristano.
La vicenda si tinge di nero.
Un altro cellulare darà segni di vita, ma questa volta la vittima è una donna scomparsa a Milano.
C’è un legame fra le due vicende?
C’è qualcosa che lega la famiglia milanese a quella parte remota della Sardegna?
La polizia cerca un appiglio, che pare sempre scivolare sotto il fango o nella palude.
A quanto pare dietro c’è una mente molto attenta a non fare errori.
Una mente che sembra sia attirata dalle mani curate e dalle unghie perfettamente smaltate.
Un Artista…
Sempre ammesso che sia uno… e se fosse una? E se fosse più d’uno?
Nessuno lo sa, ma nessuno è disposto a mollare.
Un noir dalle tinte fosche che prende fino all’ultima pagina.
Una meravigliosa cornice che diventa teatro del Male.
L’umanità che ancora una volta lotta per prendere il sopravvento.
Siamo nell’ “Isola delle Anime” come potrebbe essere diverso?
Dopo Vito Strega, abbiamo un nuovo investigatore di cui sono già innamorata. Daniel Crobu e Viola Zardi mi sono entrati nel cuore e si sono seduti accanto agli altri.
Buona lettura
Recensione di Rita Annecchino
Recensione 3
Ho finito ora di leggere il Nido del Corvo di Piergiorgio Pulixi e vi dico subito che l ho trovato all’altezza delle aspettative.
Si in quanto sarda potrei sembrare di parte ma al di là dei sentimenti che mi legano alla mia terra e a questo autore ci sono dei dati oggettivi che sono risultati vincenti per la riuscita di un ottimo thriller. Ambientato nella zona del Sinis che in quel determinato periodo dell’anno acquisisce un atmosfera noir e cupa, risulta comunque meravigliosa perché descritta in maniera affascinante quasi a voler addolcire una trama cruenta che vede come protagonista un maniaco serial killer ossessionato dalle mani.
L’autore è stato bravo ad alternare orrore e bellezza.
Mi sono soffermata soprattutto sui dettagli, perché sono quelli che fanno la differenza tra un libro semplicemente ben scritto e un libro meraviglioso che vorresti rileggere sempre per poter riprovare le emozioni della prima volta.
Pulixi con la sua scrittura evocativa “..coperte che sapevano di fumo di camino e sapone di Marsiglia.. ” ti trascina all’interno del racconto e mentre cerchi di capire chi possa essere il serial killer ti ritrovi a leggere frasi del tipo
“Pensò che essere un marito, un padre un poliziotto un uomo solo sul dorso di un cavallo non fossero contradizioni” (pag126).
Pensieri semplici ma profondi che racchiudono la vera essenza della vita e di un libro.
Credi di leggere un libro è poi ti ritrovi a pensare, si pensare, se un libro ti fa pensare ha già vinto in partenza.
Insomma niente è lasciato al caso, ogni storia racchiude una sotto storia funzionale al racconto senza tralasciare temi sociali più che mai attuali.
Ora non vi resta che leggerlo perché non vorrei svelare troppo e spoilerare questo libro sarebbe un vero sacrilegio…
La nuova coppia di detective mi è piaciuta molto, soprattutto lei.
Recensione di Maria Letizia Vidili


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