Il Libro del Mese: LA RADICE DEL MALE Adam Rapp

Il Libro del Mese; LA RADICE DEL MALE, di Adam Rapp (NNE – giugno 2025)

Recensione 1

Ecco uno di quei libri che arrivano quasi a sorpresa, una vera e propria rivelazione, un romanzo completo, avvincente e allo stesso tempo capace di generare turbamento. Si tratta di una saga familiare americana e si svolge tra il 1951 e il 2010. Protagonista è una famiglia perbene di quelle della media borghesia ultracattolica di Elmira, New York, i Larkin.

Il romanzo, i cui vari capitoli corrispondono a salti temporali più o meno lunghi, segue la vita e le sorti dei 5 figli: Myra, infermiera che cresce da sola il figlio Ronan e tiene un minimo di contatto con gli altri membri della famiglia, Lexy, donna in carriera, Fiona, ribelle e anticonformista per eccellenza, Joan, ritardata e per questo vincolata ai genitori e il più cupo Alec, la cui infanzia è stata segnata da pesanti abusi dall’esterno e dell’indifferenza della madre ultrabigotta. Parallelamente alla loro vita accadono misteriose sparizioni, fatti di sangue e una serie di cartoline anonime che vengono spedite a casa Larkin apparentemente senza un senso.. o forse un senso c’è e la cosa fa veramente paura….

Questo libro però non si limita alla classica saga familiare, pur con le sue tinte giallistiche, nei circa sessant’anni coperti dalla narrazione viviamo anche la storia del Paese, passando per le opinioni contrastanti sulla guerra in Vietnam, il bigottismo, la piaga dell’AIDS e via dicendo.

Per quanto le vicende siano tante e i salti temporali possano apparentemente rendere la lettura frammentaria, il tutto risulta in realtà estremamente scorrevole e appassionante e gli eventi vengono in qualche modo essenzializzati, rendendo la narrazione meno prolissa e molto coinvolgente fino all’ultima pagina.

Per niente retorico e al contrario carico di amarezza, momenti drammatici e di grande tensione emotiva e non, quest’opera ha talmente tante sfumature al suo interno che merita assolutamente di essere tenuta in considerazione e che potrà incuriosire tanto gli amanti delle saghe familiari quanto gli appassionati di romanzi storici contemporanei e, per certi versi, della narrativa più nera.

Recensione di Enrico Spinelli

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Recensione 2

La complessa e polifonica saga di una famiglia della middle-class, i Larkin, si snoda sullo sfondo di piccoli centri di provincia e grandi città per oltre mezzo secolo (1951-2010), ma – come giustamente osserva il traduttore – questa cronologia è tutt’altro che lineare. Infatti le voci narranti che si alternano nei vari capitoli si spostano continuamente dal passato al presente creando, da diverse angolazioni, il mosaico delle storie di ciascun personaggio.

Innanzitutto i genitori: Donald, silenzioso e introverso, e Ava, madre intransigente e religiosissima, anzi decisamente bigotta, che non derogano dalle regole del perbenismo imperante. Poi i figli: Fiona, attrice mancata, ribelle alla ricerca di esperienze estreme; Lexy, donna in carriera perfettamente integrata nei canoni borghesi; Myra, che tenta di tenere uniti i fratelli mentre si impegna nel lavoro di infermiera e nell’educazione del figlio. E infine Alec, il più problematico, sul quale pesa un passato di abusi mai confessati che lo conducono al crimine. Le loro storie continuano ad intrecciarsi dopo i matrimoni e le nascite di figli che inconsapevolmente dovranno portare il peso del passato ed anche, come nel caso di Ronan, il figlio di Myra, della malattia mentale del padre.

Ma è soprattutto su Alec che si concentra l’attenzione: la sua esistenza segnata da eccessi sempre più gravi ci restituisce l’immagine di una società che nasconde profonde crepe morali sotto un’apparente normalità.

Recensione di Miranda Valsi

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