Il Libro del Mese: HOKIS Prepara lo zaino e lancia il dado, di Gaetano Appeso (Dellisanti – agosto 2025)

Un gruppo di amici decide come regalo di laurea di buttarsi in un’esperienza unica e peculiare, una sorta di gioco dell’oca con il mondo come tabellone: divisi in squadre di due, ciascuna con il nome di una costellazione, i nostri si sfidano in un giro del mondo dove il lancio del dado stabilisce la destinazione di ogni squadra; una volta arrivati sul posto sorteggiato, poi, la coppia dovrà sostenere una prova prestabilita e legata a quel territorio prima di poter tirare nuovamente il dado. A vincere sarà la coppia che per prima tornerà a Roma.
Inizia così per i nostri giovani protagonisti un’avventura che li porterà negli angoli più disparati e misteriosi del mondo, e ciascuno di loro, al di là dell’esito del gioco, avrà modo di scoprire cose ben al di sopra di qualsiasi aspettativa…. e certamente nessuno di loro sarà più lo stesso.
Ci troviamo di fronte a un’opera piuttosto articolata, non un romanzo di viaggio ma di viaggi, dove ogni capitolo porta con sé non solo la tappa di una delle squadre ma soprattutto dei tasselli fondamentali del percorso di formazione che i giovani protagonisti stanno più o meno inconsapevolmente vivendo: ciascuno di loro parte con un’idea, un sogno o delle aspettative e saranno proprio le varie fasi del gioco ad aprire loro gli occhi e a regalargli non solo nuove conoscenze ma soprattutto nuovi orizzonti e nuove consapevolezze.
La narrazione semplice, diretta, mai prolissa ma al contempo esaustiva nei vari passaggi e nelle descrizioni- merito senza dubbio dell’esperienza di viaggiatore e narratore di viaggi dell’aytore che sa bene su quali elementi puntare maggiormente- ci consente di calarci nell’avventura di questi ragazzi, condividendone timori, sorprese e tutto il bagaglio di emozioni che un viaggio nell’ignoto può regalare.
Da sottolineare inoltre, il forte messaggio di speranza che si può cogliere nei confronti delle nuove generazioni proprio nella scelta di chiamare le squadre con i nomi delle costellazioni: si tende spesso oggi a vedere poche prospettive nei giovani e il rappresentarli come stelle li fa diventare ai nostri occhi come nuovi punti di riferimento e di speranza su cui puntare e a cui affidarsi.
Un lavoro quindi multisfaccettato e assolutamente meritorio che vi porterà a riflettere sull’essenza stessa della parola viaggio, su ciò che lascia dentro di noi ogni esperienza di questo tipo, e su quanto sia bello e necessario non perdere curiosità, aspettative e nuovi orizzonti da raggiungere.
Recensione di Enrico Spinelli


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