IL GUSTO PROIBITO DELLO ZENZERO Jamie Ford 

IL GUSTO PROIBITO DELLO ZENZERO, di Jamie Ford 

La storia si svolge tra il 1942 e il 1986 a Seattle. A capitoli alterni, tra presente e passato, iniziando dal 1986, il protagonista Henry, cinese emigrato di seconda generazione, ormai in età matura e vedovo da pochi mesi, rivive e racconta la sua storia con la giapponese Keiko.

 

IL GUSTO PROIBITO DELLO ZENZERO Jamie Ford  Recensioni Libri e News

Nel 1942, in piena guerra, in una Seattle variopinta, cosmopolita, abitata da neri, bianchi, cinesi, giapponesi, tra suonatori di jazz e bevitori di alcol camuffato con lo zenzero, si incontrano in una scuola per bianchi due ragazzini tredicenni: Henry e Keiko. Vivono male la loro età: sono entrambi emarginati, presi in giro dai compagni, Keiko è considerata “il nemico”, Henry non ha nessun rapporto nemmeno dialettico con il padre.

 

 

Ed è subito simpatia, solidarietà, amicizia, che si trasforma a poco a poco in attrazione e poi in amore. Un amore clandestino, osteggiato in modo autoritario dal padre nazionalista di Henry, destinato a essere brutalmente tagliato quando, a causa delle leggi razziali, Keiko, con la sua famiglia viene trasferita in un campo di concentramento “come nemici del popolo americano”.

L’autore racconta un amore adolescenziale in modo perfetto, usando una prosa delicata, dolce, struggente, senza mai cadere nel retorico o nel patetico, le sue parole scivolano via leggere, come i sogni dei protagonisti, che volano alti sopra le miserie umane che li circondano. Maturi, caparbi, coraggiosi e determinati, ma anche con un profondo senso di coscienza, mai faranno nemmeno un passo che possa compromettere in modo definitivo quelli che amano, per la loro esclusiva felicità.

 

 

Riflettevo, leggendo queste pagine, che l’amore è amore e non conosce il colore della pelle, nazionalità e divisioni politiche. Al cuore tutto questo non importa. Siamo noi che innalziamo barriere che paiono ferro e invece sono carta: basta un soffio e sparirebbero. I due ragazzi si riconoscono a pelle, sono le divisioni imposte dagli adulti a fare barriera, nazionalismo, razzismo, a loro completamente alieni.

Un romanzo che scivola via veloce, perché l’autore scopre le carte del suo passato una alla volta e tiene avvinto il lettore fino all’ultima pagina.

Dolce amarcord di un amore, della giovinezza e delle sue passioni, con un finale giusto.

Ovviamente consigliato a tutti, anche ai ragazzi.

Recensione di Carla Maria Cappa

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