IL GRANDE BOB Georges Simenon

IL GRANDE BOB, di Georges Simenon (Adelphi – febbraio 2025)

Il dottor Charles Coindreau appena saputo che quella di Robert Dandurand, Bob, non è stata una morte accidentale, come sulle prime si credeva, bensì un suicidio, decide di condurre una sorta di indagine, interrogando chiunque l’abbia conosciuto, a cominciare dalla moglie Lulu e dall’ultima delle numerose amanti. Come tutti, ma più di tutti gli altri, si arrovella sul motivo che ha indotto a togliersi la vita uno come Bob: sempre allegro, e allegramente sfaccendato, sempre pronto alla battuta e gran consumatore di «bianchini» a qualunque ora del giorno – non per caso lo avevano soprannominato il Grande Bob.

Nella casa di Montmartre dove abitava insieme alla sua esuberante e forse un po’ volgare, ma radiosa moglie Lulu, la porta era sempre aperta e si poteva incontrare persone di ogni estrazione sociale e «ognuno era libero di comportarsi o di parlare a suo piacimento, con la certezza di non scandalizzare nessuno». Così come nessuno si scandalizzava del fatto che Lulu accettasse i tradimenti di Bob: le bastava che lui fosse felice.

Scavando nel passato dell’amico, immergendosi nei lati oscuri di un uomo che a tutti sembrava l’immagine stessa della gioia di vivere, e persino, a volte, sovrapponendosi a lui, Coindreau finirà per scoprire la verità sulla morte di Bob, ma soprattutto anche qualcosa su sé stesso.

Una fine lucidamente pensata, inattesa da tutti. Bob il simpatico è morto annegando una domenica mattina nella Senna, fingendo di andare a pescare. Ha fatto le cose per bene, cercando di farlo sembrare un incidente. Ma essendo grosso Bob, ha dovuto legarsi la corda due volte alla caviglia e lì si è tradito.

Negli ultimi tempi aveva un modo particolare di guardarsi allo specchio dietro le bottiglie e quando un uomo come Bob comincia a scrutarsi negli specchi, non è un buon segno.

Ma chi era Bob, veramente?

A quanto pare nessuno lo sapeva: gli amici e le amanti che aveva di lui conoscevano sfaccettature, ma non il passato; con la sorella si vedeva di rado; la moglie Lulu, che lo amava e lo accettava per quello che era, ma non lo capiva mostrando ancora di più la solitudine di un uomo che poteva avere tutto, ma ha voltato le spalle a un destino sicuro e alto borghese mantenendo fede, fino in fondo, al ruolo che si era dato.

La scoperta della verità su Bob e sul perché si è ucciso, un motivo tutto sommato banale, è il leitmotiv del romanzo, ma non ne rappresenta il centro che è dato dal percorso, dalla vita dei vari personaggi che si affacciano alla storia e che ci raccontano chi, per loro, era Bob.

I personaggi di rilievo sono il medico – io narrante (che ha non poche ombre e scappatelle da tenere segrete) – e Lulu, che giovane e sbandata, incontra Bob per caso e in un certo senso ne segna il destino anche se nelle decisioni di Bob mai si intrometterà, limitandosi ad amarlo ed accettarlo così come era.

Alla fine Bob, il grande Bob, ha vissuto ed è morto come ha voluto.

Il suo tentativo di non far pesare il suo destino su Lulu però non funziona. Lulu si lascia morire anche lei, per rimanere fedele al ricordo di lui.

«Che spasso»!

Un romanzo, un grande romanzo, notevole; personalmente lo metterei nella top 10 delle opere di Simenon

Recensione di Riccardo Vinciguerra

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