IL GIORNO IN CUI SEI SCOMPARSO, di John Marrs (Indomitus – marzo 2025)

Christine e Simon si conoscono da quando andavano a scuola, si innamorano e mettono su famiglia, in pochi anni hanno tre bambini.
Dougie è il più caro amico di Simon ma il suo sentimento è diverso dall’amicizia e sviluppa una segreta gelosia del rapporto tra moglie e marito, ha anche due cari amici ma Dougie è quello al quale si affeziona di più tanto che spesso da ragazzino viveva insieme alla sua famiglia che lo tratta come un altro figlio.
Christine e Simon sono anche colpiti da un tremendo lutto che porta Christine ad una forte depressione dovuta ai sensi di colpa ma ha tre bambini sotto i cinque anni e deve per forza risollevarsi, Simon le sta vicino e si occupa di tutto, insomma un marito perfetto e premuroso ma il matrimonio sta vacillando e si sta trascinando nei doveri quotidiani e poco altro.
Una mattina Simon esce presto di casa e va nel bosco con l’intento di suicidarsi ma decide diversamente e si allontana dalla sua famiglia e dalla sua comunità; Christine lo cerca dappertutto, la polizia, amici e volontari si attivano ma non lo trovano perché è già in viaggio per Londra con poche cose e senza soldi per andare dalla madre.
Christine teme che gli sia successo qualcosa di grave, crede che abbia avuto un incidente, che sia morto, non le viene ma il sospetto che potrebbe essere andato via di sua volontà lasciandola sola con tre bambini piccoli, la situazione è grave, non sa cosa dire ai piccoli che chiedono dov’è il papà e rischia di perdere anche la casa perché non ha soldi e non lavora, inoltre i suoceri si spingono fino ad accusarla di averlo ucciso e nascosto il corpo.
Cosa fa Simon da quando ha abbandonato la famiglia è qualcosa di sconvolgente, convinto di essere nella ragione si impone di dimenticarli e di vivere appieno la sua vita senza alcun rimpianto e con qualsiasi espediente.
Dopo 25 anni si ripresenta alla porta della sua vecchia casa perché deve spiegare a Christine il perché della sua scelta, la vita che ha fatto e del perché la ritiene responsabile di questa sua decisione.
Questo racconto è scioccante, è un libro che non mi sarà facile dimenticare, quanto di più distruttivo puó essere un rapporto dove ci sono cose non dette, anche spiacevoli, mancanza di comunicazione, mancanza di responsabilità? Dove uno dei due si sente ferito convinto di essere nel giusto e magari ha travisato tutto? Quanta distruzione di sogni, progetti, vite di figli e per cosa? Per non aver avuto il coraggio di abbassare una maniglia e aprire una porta.
La cosa più apprezzata di questo libro è che è un uomo ad averla scritto, leggerò altro di questo autore che trovo molto interessante.
Recensione di Daniela De Vescovi


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