IL FINALE SI SCRIVE DA SÈ Evelyn Clarke

IL FINALE SI SCRIVE DA SÈ, di Evelyn Clarke (Mondadori – aprile 2026)

Sei aspiranti scrittori, ciascuno afferente a un genere letterario diverso, vengono invitati nell’isola di proprietà di un famosissimo autore in procinto di pubblicare il suo ultimo acclamatissimo romanzo. Arrivati alla sua villa però scoprono che l’autore è morto lasciando incompiuto il suo lavoro e ad accoglierli sono il suo agente e il suo editore con una proposta peculiare: una gara per realizzare ognuno il proprio finale per quel romanzo, con un contratto editoriale come premio; il gruppo si trova così bloccato sull’isola, senza possibilità di comunicazione con l’esterno, con 72 ore di tempo per dare una svolta alla propria vita. Col passare del tempo emergeranno tanti dettagli sui nostri protagonisti, sulla loro vita, sui loro segreti… e sulle loro identità, e con la posta in gioco le cose si riveleranno più complicate del previsto.

Le autrici che si celano dietro lo pseudonimo Evelyn Clarke realizzano un giallo costruito in maniera egregia, un lavoro che attinge dagli elementi classici del genere- “Dieci piccoli indiani” in primis- ma con una grande personalità e con numerosi spunti di riflessione sul mondo della narrativa, dell’editoria e del mercato, avvincente nella narrazione e ricco di colpi di scena, con un andamento imprevedibile e un finale davvero riuscito e per niente banale. Un’occasione di lettura a mio avviso suggestiva e di qualità in un panorama narrativo spesso e volentieri fin troppo affollato.

Recensione di Enrico Spinelli

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