IL CUORE SELVATICO DEL GINEPRO Vanessa Roggeri

IL CUORE SELVATICO DEL GINEPRO, di  Vanessa Roggeri (Garzanti)

MERAVIGLIOSO

Inizialmente il libro potrebbe sembrare eccessivamente fantasioso ma man mano che la storia scorre è impossibile non restare catturati da tutta la vicenda.

Lucia, insieme alle cinque sorelle vive in un piccolo paesino sardo, siamo nel 1880. Finalmente nasce l’ultima sorellina ma la famiglia si accorge che qualcosa non va. Certi segni sul corpo sono dei chiari segnali che sia una coga, cioè una strega. Da quel momento in casa Zara subentra la paura. Questa bambina non deve vivere. Ma Lucia non è d’accordo e salva la sorellina dalla tragedia. Ma da quel momento sarà un susseguirsi di eventi tragici, di paure, di odio e Iannetta, la sorella sfortunata, verrà allontanata dalla casa e dal paese.

Il libro non è solo un racconto di vicende familiari e comunitarie, ma racchiude tutto quello che ha accomunato l’Italia intera per molto tempo in passato: l’ignoranza e la totale reverenza legata alle superstizioni. Iannetta era vittima di credenze popolari molto sentite. Con la sua innocenza di bambina ha dovuto affrontare l’inverosimile arrivando lei stessa a credere di essere maledetta. E per l’epoca, ovviamente, tutto questo era la normalità. Era normale credere che qualcosa di “strano” o sbagliato sul corpe fosse il segno del Diav0lo. Era normale fare scongiuri, dire preghiere e formulare frasi precise di fronte a qualcosa di diverso. Iannetta lo era, singolare e sgraziata, ma le persone non poteva andare oltre, la comunità era ben ferma su certi pregiudizi. Solo Lucia vedeva in lei quello che era: era semplicemente sua sorella.

L’autrice riesce a coinvolgere appieno il lettore nelle emozioni generali di tutti i personaggi: timori, apprensioni, panico ma anche gioia per quei – pochi – momenti lieti. Il finale, inoltre, è molto commuovente.

Credo che l’autrice sia riuscita a raggiungere appieno il suo obiettivo: raccontare una parte della cultura popolare/sociale italiana, peraltro non troppo lontana, “mescolando” abilmente emozioni, suggestioni, luoghi, credenze e molto altro con un sentimento profondo.

CONSIGLIO

Recensione di Lina Admi

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