IL CORPO, di Hanif Kureishi (Bompiani)

“Ero uno straniero sulla terra…”: da questa inquietudine prende forma Il corpo, romanzo che ruota attorno a una domanda universale: siamo il nostro corpo o la nostra mente?”
Per caso scelgo questo libro tra libri in digitale. E…lo leggo d’un fiato.
Il protagonista, un sessantacinquenne stanco dei cedimenti dell’età, accetta di trasferire la propria coscienza in un corpo giovane. Credo di questi tempi sia il sogno di molti! L’entusiasmo iniziale, decisamente narcisistico, lo spinge a riscoprire il desiderio, il piacere, il viaggio. Testa di sempre e corpo nuovo: una nuova vita! Ribadisco la sua mente resta quella di prima, con il suo passato, i rimpianti e le abitudini. Da lettore mi e arrivata una domanda: È davvero possibile rinascere, se ciò che siamo continua a guardarci da dentro?
Importanti i personaggi secondari, femminili e maschili, che in qualche modo conducono a domande importanti il protagonista e non solo.
L’insostenibile leggerezza dell’essere mi son detta ad un certo punto.
E boom…ho cominciato a leggere anche in modo introspettivo. Proprio io che sono in fase di cambiamento…
Kureishi intreccia riflessione filosofica e inquietudine esistenziale, mostrando quanto fragile e instabile sia l’identità. Ecco è un romanzo particolare che fa riflettere sull’identità. Anche quando la narrazione cambia prospettiva e si frammenta, il centro resta lo stesso: la difficoltà di sentirsi davvero “a casa” in se stessi.
Pagina dopo pagina emerge un ritratto amaro ma profondamente umano, un invito sentito ad accettare i limiti e a riconoscere valore a ciò che già siamo, senza inseguire illusioni di eterna giovinezza.
Nel romanzo ci sono poi dei racconti brevi dove si parla di genitori e figli e di crescita…alla prima lettura non ho capito ma ripensandoci tutto, fino alla ultima pagina, porta al protagonista e alle sue scelte.
Consigliato a chi sperimenta nella scelte dei libri da leggere e a chi capisce il peso della propria identità.
Recensione di Maria Elena Bianco


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