IL CIMITERO DI PRAGA Umberto Eco

IL CIMITERO DI PRAGA, di Umberto Eco (Bompiani)

Immaginate un falsario, un lestofante, una carogna d’uomo, un cialtrone, un essere moralmente ripugnante inventato dalla penna geniale di Umberto Eco che partecipa dalla prima metà dell’800 a tutte le fasi più note della storia, storia , reale, il Risorgimento italiano la storia europea , l’Affaire Dreyfus in Francia, la Comune di Parigi, ecc., in cui s’intrecciano tutti i fatti più salienti, da Garibaldi, la Spedizione dei Mille, Cavour, Ippolito Nievo, I protocolli dei Savi di Sion ( falsi storici che ispirarono Adolf Hitler e l’avvento del Nazismo, ecc.

Quindi, eccetto il protagonista, lo spregevole Simone Simonini, tutti i fatti storici sono veri , potete quindi imparare la Storia , una stupenda e pregevole ripetizione .
Ed anche i fatti compiuti da Simone Simonini sono veri , tranne lui, cioè compiuti realmente da altri poco conosciuti dalla storia.
Il titolo mi aveva tratto in inganno. D’altra parte, questo è un romanzo fatto di inganni, di doppi giochi, di millantatori, truffatori, macchiette e bugiardi. Una storia quanto mai attuale, con tutte le bufale che creano ed intersecano, anzi, addirittura creano i fatti storici che hanno caratterizzato la metà del diciannovesimo secolo fino alla sua fine. Eco si diverte, da bravo burlone, a miscelare la verità con la menzogna dando vita ad un cocktail davvero gradevole. Un romanzo che consiglio a tutti i complottisti e terrapiattisti nostrani .
Devo ammetterlo, all’inizio la lettura è stata faticosa. Però, arrivati ad un certo punto del libro la curiosità e l’intreccio tra le storie dei protagonisti hanno preso il sopravvento. Il testo è allo stesso tempo una cronaca dei principali eventi della storia italiana e francese della seconda metà dell’Ottocento ed una creazione di pura fantasia. Secondo me, il tocco di genio sta nella riflessione sui nostri tempi che sorge spontanea nel corso della lettura della parte finale del libro. La manipolazione delle notizie, la creazione del “nemico”, lo sfruttamento di personalità distorte per creare panico, sono tutti elementi che ci riportano alla situazione attuale. L’attività di falsario del nostro Simonini, vero e proprio scialbo ed apparentemente innocuo “genio del male”, si conclude con il suo “capolavoro”: “I Protocolli dei Savi di Sion”. Questo testo è stato utilizzato negli anni a giustificazione di scellerate e violente politiche antisemite, culminate nella tristemente nota “Soluzione Finale”. La violenza nei confronti degli ebrei veniva giustificata come necessaria, per la difesa da un nemico subdolo, astuto e potentissimo. Quello che mi preoccupa è come una falsificazione così evidente possa essere stata accettata da una parte delle èlite intellettuali europee, è l’evidente dimostrazione che non c’è nessun cieco come colui che non vuole vedere.
Non scoraggiatevi inizialmente ad entrare dentro la trama, ne rimarrete entusiasti ed avrete imparato molto .

 

Recensione di Luciano Martocchia

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