IL CENTODELITTI Giorgio Scerbanenco

IL CENTODELITTI, di Giorgio Scerbanenco (La nave di Teseo)

 

 

” Adesso c’era solo sabbia e ombrelloni e donne quasi nude, oltre a quello scempio di distributore di benzina, ma allora, nel 1901, la pineta arrivava quasi fino al mare, folta, intensa, tanto che l’urlo spaventoso di lei, di Beneditta, appena lo aveva visto afferrare l’accetta, si era perso nel nulla.”

Questa è classe, signori.

Cento racconti (98 di Scerbanenco e 2 di Oreste del Buono), scritti negli anni ’60, molti noir, altri grotteschi, qualcuno addirittura romantico, ma tutti amari, lucidissimi, acuti; cento bisturi affilati che frugano nell’animo umano lì dove si annidano i sentimenti oscuri, le verità taciute, i sentimenti profondi che spingono a tradire, a fuggire, a uccidere…

Tra i miei tanti preferiti, il primo, “L’agonizzatoio “, in cui un ricco uomo molto anziano, ogni mattina si fa portare dal suo autista nella pineta di Fregene, nel punto esatto in cui, settant’anni prima, uccise una donna; “Scuola serale”, il machiavellico piano di un uomo per fare di un giovane balordo un killer; “L’indomabile “, la lenta distruzione di una donna sposata a un manipolatore e incapace di ribellarsi; e tanti altri, tra i quali non saprei scegliere, tanto sono sorprendenti e oscuramente affascinanti.

Consigliatissimo.

 

Recensione di Azzurra Carletti

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