Il bosco obliquo, Alice Bassoli (Corbaccio – maggio 2026)

Nel cuore selvaggio dell’Appennino emiliano, il piccolo paese di Rocchelle viene sconvolto da un omicidio raccapricciante : Francesco, giovane spacciatore dal passato tormentato, viene trovato decapitato nel bosco, con una testa di bambola al posto della sua.
Alice Bassoli è solita aprire i suoi libri con il pugno allo stomaco.
Il fatto di cronaca nera descritto proprio nelle prime righe, quasi a dirci che è il fulcro attorno a cui ruota tutto ma… nelle stesse righe compare già il dubbio che sotto ci sia molto di più.
Bisogna, infatti, immaginare questo libro come una serie di cerchi concentrici sempre più piccoli, ma il centro non è solo l’omicidio bensì il paese, i suoi abitanti e il bosco.
Si parte dal fatto di cronaca, che ci presenta un po’ tutti i personaggi e poi ci si addentra nelle vite delle persone, nelle strade del paesello… nel bosco… che diventa sempre più “obliquo” man mano che si scoprono particolari sui fatti che ivi avvengono.
I protagonisti, ancora una volta sono ragazzi adolescenti, con particolare attenzione alle famiglie attorno a cui ruotano le storie.
Perché i ragazzi sono così? C’è chi è stato abbandonato presto dalla mamma, chi ne ha una molto bigotta e oppressiva… chi è stato adottato… Sono tutti degli aspetti che coinvolgono e spesso sconvolgono la vita dei ragazzi al punto da renderli così come li vediamo.
Il mondo degli adolescenti in primo piano porta il libro ad essere adatto sia ad un pubblico adulto che ad uno più giovane.
Descrizioni molto realistiche, dialoghi sinceri e asciutti attirano il lettore che si appassiona alla storia al punto da accelerare la lettura per sapere come va a finire.
Le caratteristiche del giallo e del noir ci sono tutte.
Lo stile vincente dell’autrice non delude
Il finale è la ciliegina sulla torta
Libro assolutamente consigliato!
Recensione di Rita Annecchino


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