I RACCONTI DI LEONARDO GORI

I RACCONTI DI LEONARDO GORI

PREMESSA

 

Esistono autori e autrici che catturano il lettore al punto da spingerlo, in modo quasi maniacale/ossessivo, a voler raccogliere- e leggere- tutto quello che hanno pubblicato, fosse anche il primo pensierino delle Elementari. Nella mia personale esperienza un simile “bisogno” si è palesato con Charles Dickens, Dino Buzzati, Alba de Cespedes, Stephen King e, recentemente, con Leonardo Gori. Chi mi conosce sa quanto sia grande la mia stima e ammirazione verso questo scrittore e verso Bruno Arcieri, protagonista di una nutrita parte dei suoi romanzi; un po’ di tempo fa riuscii anche a recuperare le opere “extra-Arcieri” e in questo autunno ho deciso di dedicarmi ai racconti scritti dal nostro e pubblicati in varie antologie.

Se già la ricerca dei romanzi era stata piuttosto impegnativa quella dei racconti si è rivelata una vera e propria “caccia al tesoro senza una mappa” con due principali ostacoli: l’assenza, in primis, di un elenco aggiornato e completo delle storie e il fatto che molte antologie siano di difficile- in un caso impossibile- reperibilità. Posso dire, per certi versi, di essermi sentito dentro un romanzo e un po’ un piccolo Indiana Jones mentre spulciavo siti, bibliografie, cataloghi e portali, e che questi mesi di ricerca siano stati per me una vera e propria avventura, con tutto il corredo di sensazioni positive ed emozioni che mi hanno accompagnato.

 

Questa lunga trattazione non ha ovviamente la pretesa della completezza e dell’esaustività, anzi, qualora ci fosse qualcuno più informato del sottoscritto e interessato a condividere le proprie conoscenze non mi farà altro che felice.

 

Altra premessa fondamentale: in questa sede non vi parlerò delle antologie in toto (cosa che altrimenti richiederebbe lo spazio di un’enciclopedia), ma solo dei singoli racconti dell’autore in questione

 

Ringrazio Leonardo Gori per avermi aiutato in questa appassionante ricerca e, sperando di non annoiarvi, passo subito a presentarvi il frutto della mia caccia al tesoro!

 

 

I RACCONTI DI LEONARDO GORI

 

 

VECCHIE CONOSCENZE (Arcieri e Machiavelli)

 

 

Togliamoci subito il dente: la prima domanda di qualunque lettore “goriano” di fronte a un post/articolo sui suoi racconti si farà questa domanda, c’è Bruno Arcieri?

Ebbene, il personaggio più celebre della produzione narrativa del nostro è protagonista in 3 storie e narratore in un’altra.

In “SCARFACE” (“FEZ, STRUZZI & MANGANELLI”), ambientato nel 1936 lo troviamo giovane tenente dei Regi Carabinieri, impegnato a seguire un suo obiettivo in un cinema quando accade qualcosa di inaspettato che rischia di mandare tutto all’aria; un’ opera che rappresenta molto bene gli elementi caratteristici del nostro, ivi compresi un grande attaccamento alle regole e al dovere e una profonda etica che lo porta, e porterà spesso, ad avere rapporti poco cortesi con il Regime.

Facciamo un salto di qualche anno e arriviamo al 1943 con “IL MONUMENTINO” (“ALMANACCO DEL GIALLO TOSCANO 2004”*) dove Bruno. ormai Capitano, si trova a indagare sull’omicidio di un fascista “antemarcia” nei giorni immediatamente successivi all’insediamento di Badoglio. Un racconto che ci restituisce il clima complesso di quel periodo, fatto di fascisti nascosti e di voltagabbana, senza dimenticare tutto quel corteo di sentimenti, non solo politici, che non era consuetudine mostrare in pubblico. Andando avanti di poco troviamo “FUNERALE DI GUERRA” (“PORCO KILLER”), in piena Resistenza: mentre il nostro con i suoi uomini sta cercando di nascondere un capo partigiano, incontra un gruppo di contadini impegnati a celebrare il funerale a un morto, peccato che il prete officiante non sia veramente un prete e il defunto sia una questione complicata e pericolosa per tutti; una storia capace di restituire la tensione di quei giorni dove un’azione poteva portare a conseguenze spaventose e dove emerge con forza l’integrità e il coraggio di Bruno Ariceri.

Più recentemente il nostro ritorna in veste di narratore al letto del suo collaboratore Daniele ne “DUE CAPODANNI” (“UN LUNGO CAPODANNO IN NOIR”), dove si trova a raccontare una storia del 44, l’avventura di 3 amici, il giovane Navarro e altri due, di diversa fede politica ma entrambi innamorati delle rispettive donne e che, durante la guerra, chiedono a Navarro di controllarne la fedeltà. Non un giallo ma uno spaccato di amore e politica negli anni in cui il tradimento poteva riguardare tanto le relazioni quanto la politica, e un drammatico ritratto della scarsa considerazione di cui godevano le donne di quel periodo e il diverso metro di giudizio nei confronti delle loro azioni.

Non riguarda tanto Arcieri ma rappresenta se vogliamo uno spin-off delle avventure del nostro, “LE FARFALLE DEL MAGGIO” (presente anche in Appendice nelle ristampe recenti di “Nero di maggio”), una storia parallela a quella raccontata nel romanzo sopra citato: ambientata nel giorno della visita di Hitler e Mussolini a Firenze ha per protagonisti due giovani amanti con un grande desiderio di libertà e l’odio versao i due dittatori, odio che avrà la sua concretizzazione con un finale a suo modo poetico e affatto banale.

 

Chi non si sia limitato alla letture delle opere con Bruco Arcieri sa che il nostro ha realizzato una bella trilogia di romanzi con protagonista il segretario della Repubblica Niccolò Machiavelli. In “RACCONTO AMORALE” (”GIALLO FIAMMA”) troviamo proprio il celebre personaggio, caduto in disgrazia dopo l’accusa di aver favoreggiato la congiura contro i Medici, impegnato a cercare di far assolvere Felicia, una puttana con cui ha instaurato un rapporto profondo e che si trova accusata di omicidio. Questo caso metterà a dura prova il lavoro del nostro che si troverà a rivedere i suoi stessi ideali.

Il nostro compare anche nel racconto “MORTO DAVVERO” (“HISTORY & MISTERY”): accusato di aver preso parte a una congiura per spodestare i Medici, viene esiliato nella sua tenuta vicino San Casciano. Qui riceve la visita di una donna misteriosa, che gli propone un incarico della massima delicatezza, con conseguenze che il nostro non immagina neppure. Una spy story storica ad altissima tensione e al contempo un ritratto del pensiero politico ed etico di Machiavelli e delle sue ripercussioni nella realtà.

 

*[Da non confondersi con “ANTOLOGIA DEL GIALLO TOSCANO 2009”, Marco Del Bucchia Editore, 2009 che invece ci presenta un’intervista molto esaustiva all’autore ma nessun racconto del nostro].

 

COLLODI E JARRO

 

 

La grande cultura e la cura di Leonardo Gori nella ricostruzione di eventi storici e nella realizzazione di storie immaginarie ma plausibili attraverso personaggi della Storia e della letteratura trova una fortunata dimostrazione nella serie di racconti con protagonisti Carlo Lorenzini, detto Collodi, e l’amico giornalista Jarro. Nella mia ricerca ne ho recuperati 5, tutti ambientati nella Firenze del penultimo decennio del 1800. In “GIUSTIZIA SOMMARIA” (”CRONACHE DI DELITTI LONTANI”) i due si trovano nell’ex ghetto ad assistere al “processo” da parte dei monelli della città di un loro pari accusato di un furto importante e di un guadagno non condiviso. La fine amara della storia avrà un certo legame con la realizzazione di un certo capolavoro di Collodi. Sempre i monelli sono protagonisti de “IL FOCOLARE” (“FAMILY DAY”), un racconto dove il dramma ha il suo epicentro proprio nell’ambiente familiare. Ai due investigatori si unirà a un certo punto anche il celebre Pellegrino Artusi che in “UNA GROSSA FRITTURA” (”GIALLO UOVO”) li aiuterà a far luce sulla tragica uccisione di un cuoco. E come non trovare riferimenti alle avventure di Pinocchio ne “IL PESCATORE VERDE” (“INDAGA, DETECTIVE”) dove un vecchio straccione che vive lungo l’Arno si ritrova una sera nella rete qualcosa che non si aspettava e che lo getta nel terrore.

Ne “IL GIARDINO DEI MIRACOLI” (”GIALLO ORO”) infine Carlo Lorenzini ritrova il corpo di una vecchia signora vicino a una buca nel suo giardino di casa e una serie di bigliettini che fanno riferimento a una maga e a metodi per raddoppiare la ricchezza; le cose si complicano ulteriormente quando il nostro si reca con l’amico Jarro dalla fattucchiera in questione ma la trova morta assassinata.

Caratteristica generale di tutte queste storie è non solo la presenza di richiami più o meno espliciti al romanzo di Collodi ma il fatto che le indagini dei due si svolgano quasi sempre in parallelo con la polizia, arrivando talvolta alle stesse conclusioni oppure dopo la risoluzione del caso, quest’ultima spesso amara e disincantata… come la storia di Pinocchio che, per chi l’ha veramente letta, ha ben poco di allegro. Lorenzini e Jarro tuttavia hanno l’enorme merito di accompagnarci lungo i vicoli della vecchia Firenze e di mostrarci in modo concreto, vivo e realistico, la vita della povera gente e le abitudini malsane di una certa borghesia, e come spesso la soluzione di un caso sia ben distante da ricostruzioni favolistiche.

 

FATTI E PERSONAGGI STORICO-LETTERARI

 

 

Come già detto una delle caratteristiche della proposta narrativa di Leonardo Gori è senza dubbio la grande accuratezza nella documentazione e nella ricostruzione di episodi e personaggi storico-letterari e difatti, per quanto le storie narrate siano di fantasia, risultano per il lettore plausibili e concrete e non si ha mai la percezione di qualcosa di superficiale o approssimativo.

Ne è un esempio calzante “DANZA MACABRA” un noir dal sapore retrò, in classico caso dell’”omicidio con la porta chiusa dall’interno” con un protagonista d’eccezione, il celebre Fred Astaire; un racconto o meglio un romanzo breve che ti fa respirare l’atmosfera del tempo, ti fa danzare con il celebre ballerino e ti regala un finale mozzafiato.

Ne “LA PASSEGGIATA DI PETROLINI” (V I MIGLIORI GIALLISTI TOSCANI RACCONTANO AMORE E MORTE IN VERSILIA”), prendendo in prestito il maestro di una forma di teatro innovativo come Ettore Petrolini, l’autore immagina un suo spettacolo versiliano dove il nostro si troverà a fare i conti con un grande pericolo e a usare il suo talento recitativo per uscirne fuori.

Curiosa incursione nel mondo dello sport- che non dovrebbe tuttavia sorprendere chi ha letto il bellissimo romanzo “La finale”- con “DINAMO MOSCA”(“GIALLO DI RIGORE”), ambientato a Firenze nel settembre del 1955, in occasione di una partita amichevole tra Fiorentina e Dinamo Mosca, un match dai risvolti politici non indifferenti. Partendo da questo fatto, realmente accaduto e con quel risultato, Leonardo Gori realizza una storia dalle tinte spy, dove interessi politici si accompagnano alle ombre su presunti illeciti compiuti in un altro campionato disputato su quello stesso campo nel 1934. Forse un po’ forzato per quanto riguarda la soluzione del caso ma comunque avvincente nello svolgimento e piacevole per il talento del nostro nel ricostruire la realtà di Firenze nel 1955 oltre alla sensazione che quello sarebbe stato l’anno buono per il primo scudetto Viola…. E vedendo la situazione attuale non si può che provare un’amara nostalgia.

Con “IL LADRO DEL 69” (“MOON, 50 ANNI DALL’ALLUNAGGIO”, una raccolta di racconti legati dalla rievocazione dell’allunaggio del 20 luglio del 1969) Leonardo Gori ci racconta di un bambino affascinato dalla Luna e che rispetto ai suoi genitori che non fanno che litigare violentemente è totalmente concentrato sull’evento di quella storica sera. Ma oltre a quello conoscerà in modo fortuito anche un’altra persona… Un racconto dal finale aperto e criptico, molto profondo e carico di tutte le emozioni che hanno accompagnato quella storica notte.

In MI CHIAMO MORTE (“CAMICIE ROSSE, STORIE NERE”*, una raccolta di racconti ispirati alla spedizione dei Mille) il nostro ci parla di un gruppo di soldati che si reca in una villa teatro di un tremendo massacro e dove unica sopravvissuta è una bella donna violata profondamente turbata. Lo scenario sembra di facile definizione, ma andando a fondo i nostri scopriranno molte incongruenze e cominceranno a vedere il tutto con occhi diversi. Un giallo storico dalle tinte quasi horror, veramente suggestivo e ricco di colpi di scena.

Vale la pena infine segnalare il curioso “IL DUCA E L’INVERTITO” (“IL RITORNO DEL DUCA”): in una raccolta dedicata al personaggio di Duca Lamberti di Giorgio Scerbanenco il nostro realizza una storia dove il noto personaggio si trova a indagare su un omicidio compiuto in un cinema a luci rosse, in una situazione che lo porterà a confrontarsi con la questione etica dell’omosessualità e a realizzare alcune riflessioni di straordinaria attualità.

 

*[Il racconto compare anche nella racconta, di più ardua reperibilità, “TRIS”, Giorgio Libri]

 

DONNE PROTAGONISTE

 

 

Nella narrativa di Leonardo Gori non mancano figure femminili di grande spessore, e anche nei racconti troviamo almeno tre esempi di figure non convenzionali e a loro modo di un certo fascino.

Ne “UN ANGELO” (”SELVA OSCURA”) entriamo nella dimensione interiore di un uomo che assiste la madre moribonda e che si affida a un’infermiera dall’aspetto angelico. Un racconto Noir dalla forte impronta psicologica, di quelli che riesce a trasmetterti l’angoscia e l’ossessione verso la malattia e le mille insidie dietro un’innocua carezza.

“LEI. UNA STORIA DI GUERRA” (“LA SCIA NERA”) è invece un racconto amaro in una raccolta dedicata alla violenza contro le donne, una storia del tempo di guerra, di una donna da tutti ritenuta pazza ma che trova nel lavoro (la sostituzione in fabbrica degli operai partiti per la guerra) una tenue quanto fragile speranza per dare una svolta alla sua vita, con esiti facilmente immaginabili.

Rimanendo su toni amari, con “DISPARI” (”LA VITA ADDOSSO”, raccolta di racconti veri dedicati alle persone “ai margini della società”) l’autore ci parla di un travestito che si fa chiamare Antonella come la sua più cara amica morta di AIDS e con un grande amore impossibile. Un racconto duro, spietato ma vero, di quelli che ti fa sentire in bocca il sapore amaro del sangue, della violenza e della dura lotta per sopravvivere e raggiungere quella che convenzionalmente è chiamata “normalità”.

Un altro personaggio femminile di notevole caratura interiore è presente in un’altra antologia, ma per quello basta andare un poco più sotto nella lettura.

 

DI TUTTO UN PO’

 

 

Tra i racconti delle raccolte non ancora affrontate spicca senz’altro “LEGGI SPECIALI” (“SEVEN”, raccolta di racconti dedicati ai peccati capitali, in questo caso la superbia). Leonardo Gori ci parla di Mario e della sua rapina alla banca di Viareggio nel 1934, con gli strascichi conseguenti, tra il timore di essere beccato, la rabbia perché inspiegabilmente nessun giornale parla del furto, la paura che i suoi complici siano stati presi e lo abbiano tradito e la sensazione che ci sia un grande piano per incastrarlo e costringerlo a rivelare il nascondiglio della refurtiva. Un racconto che a tratti ricorda molto Buzzati e la sua filosofia e per altri il Poe più paranoico, molto bello nel tratteggiare la superbia di chi si crede superiore a tutti ma al contempo svela la propria fragilità interiore.

Con “CLEPTOMANIA (“DELITTI PER RIDERE”) invece entriamo in un campo più umoristico ma sempre con una forte amarezza di fondo: capita che un assassino di professione si serva di un assistente, a cosa succede quando quest’ultimo è affetto dall’impulso irrefrenabile di prendere ogni cosa che luccichi? Questo breve racconto è carico di umorismo nero in equilibrio con la suspence che non deve mancare nel genere, facendo vivere al lettore la tensione di una missione da portare a termine… con tutte le complicazioni del caso.

Ne “IL TRONO” (“CRIMINI ETRUSCHI”) poi incontriamo un tombarolo particolarmente bravo ma animato da un forte spirito etrusco e con buone intenzioni e un soggetto senza scrupoli disposto a tutto per i soldi. Una storia più centrata sulla psicologia che sull’azione ma che riesce a trasmettere tensione e le pulsioni che animano il personaggio principale.

Molto interessante il caso di “DECAMERON 2013”: Marco Vichi cura un’antologia a 700 anni dalla morte di Giovanni Boccaccio che onora il suo capolavoro riproponendone in parte la struttura. La nuova peste è la crisi mondiale per cui 40 scrittori fiorentini decidono di ritirarsi una decina di giorni in una villa nel Chianti per trascorrere del tempo e intrattenersi con delle storie, 10 per 10 giornate (essendo 40 scrittori va da sé che non tutti raccontino lo stesso numero di storie). Tra questi c’è Leonardo Gori, alias Farmaco, che nel corso delle giornate e presente con due storie molto diverse, la più commovente quella di una ragazza con un brutta scoliosi, da tutti ignorata ma che avrà la sua occasione di riscatto. E poi due autori, uno dei quali ha realizzato il suo capolavoro ma muore prima di poterlo pubblicare, stuzzicando l’ambizione dell’amico, con conseguenze inimmaginabili. Due storie con grandi differenze ma perfette per una trasposizione moderna del Boccaccio, storie di coraggio femminile e di malizia/ambizione, tutti ingredienti perfettamente aderenti allo spirito del capolavoro dell’autore di Certaldo.

Vale la pena infine di soffermarsi sull’ultima storia pubblicata ad oggi dal nostro, nello specifico “PISSI PISSI” (“ETICHETTE BUCHETTE”, raccolta di vini immaginari legati alle buchette del vino presenti nel centro storico di Firenze): Leonardo ci presenta il suo Pissi Pissi, un vino dalle caratteristiche molto peculiari, in una storia densa di ironia, esilaranti contraddizioni…e nel sottofondo una serie di spunti di riflessione che si affacciano sull’attualità e sul dramma di una certa realtà enogastronomica.

 

Con questo si chiude questa lunga carrellata dei racconti di Leonardo Gori, un viaggio che spero sia stato piacevole o per lo meno non troppo noioso.

Qualcuno più puntiglioso potrebbe farmi notare che nell’elenco mancano tutte le storie raccontate nelle cene a casa di Franco Bordelli e riportate da Marco Vichi, ma essendo state narrate da Bruno Arcieri ho avuto il timore che il Colonnello ne potesse, legittimamente, rivendicare la paternità.

 

Di Enrico Spinelli

 

FONTI

– A.A.V.V. “FEZ, STRUZZI & MANGANELLI” a cura di Gian Franco Orsi, Sonzogno Editore, 2005
-A.A.V.V. “ALMANACCO DEL GIALLO TOSCANO 2004” a cura di Graziano Braschi e Luca Conti. FM edizioni, 2003
– A.A.V.V. “PORCO KILLER” Morganti Editore,2007
– A.A.V.V. “UN LUNGO CAPODANNO IN NOIR” Guanda, 2023
– LEONARDO GORI “FARFALLE DI MAGGIO” Edizioni Clichy, 2016
– A.A.V.V. ”GIALLO FIAMMA” Mondadori, 2006
– A.A.V.V. “HISTORY & MISTERY” a cura di Guan Franco Orsi, Piemme, 2008
– A.A.V.V. ”CRONACHE DI DELITTI LONTANI” Hobby & Work, 2002
– A.A.V.V. “FAMILY DAY” Sperling & Kupfer, 2008
– A.A.V.V. “INDAGA, DETECTIVE” Piemme, 2022
– A.A.V.V. ”GIALLO UOVO” Mondadori 2006
– A.A.V.V. ”GIALLO ORO” Mondadori, 2007
– LEONARDO GORI “DANZA MACABRA”, Felici Editore, 2012
– A.A.V.V. ”V I MIGLIORI GIALLISTI TOSCANI RACCONTANO AMORE E MORTE IN VERSILIA” Marco del Bucchia Editore, 2005
– A.A.V.V. “GIALLO DI RIGORE” a cura di Franco Forte, Giallo Mondadori, 2016
– A.A.V.V. “MOON, 50 ANNI DALL’ALLUNAGGIO” a cura di Diver Nelli, Lisciani Libri, 2019
– A.A.V.V. “CAMICIE ROSSE, STORIE NERE” A cura di Luigi De Pascalis e Luigi Sanvito Hobby & Work, 2011
– A.A.V.V. “IL RITORNO DEL DUCA” a cura di Gian Franco Orsi, Garzanti, 2007
– A.A.V.V. ”SELVA OSCURA” A cura di Marco Vichi, Tea, 2014
– A.A.V.V. “LA SCIA NERA” a cura di Marco Vichi, Tea, 2019
– A.A.V.V. ”LA VITA ADDOSSO” Fernandel, 2006
– A.A.V.V. ”SEVEN” a cura di Guan Franco Orsi, Piemme, 2010
-A.A.V.V. “DELITTI PER RIDERE”, Carlo Zella Editore, 2001
– A.A.V.V. “CRIMINI ETRUSCHI” Editrice Laurum, 2006
– A.A.V.V. “DECAMERON 2013” a cura di Marco Vichi, Felici Editore, 2013
– A.A.V.V. “ETICHETTE BUCHETTE” edizioni BDV, 2025.

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