I PECCATI DI MARISA SALAS, di Clara Sanchez (Garzanti )

” È una mattina soleggiata e allegra di aprile. Le persone stanno sostituendo i cappotti con i giubbini di pelle e le giacche leggere, e le vetrine della libreria del centro commerciale risplendono con l’ultima novità letteraria di cui parlano tutti, “Sogni insondabili””.
Chi parla è Marisa, professoressa sulla settantina con un passato da scrittrice con all’attivo un unico romanzo pubblicato ben 30 anni prima della nostra storia. Quando prende in mano il romanzo suggerito dal commesso della libreria e inizia a sfogliarlo con curiosità non riesce a credere ai suoi occhi. Quelle che le scorrono davanti sono le righe che 30anni prima lei ha scritto nel suo appartamento da single mentre si prende cura del figlio neonato. “Il mio romanzo è scomparso profondo come “Giorni di sole”, per tornare molto tempo dopo come ” Sogni insondabili “dell’affascinante Luis Isla. Ma chi è in realtà Luis? E com’è venuto in possesso del romanzo di Marisa? Inizia così, per la protagonista, un viaggio a ritroso nella sua vita con il quale ci racconta come e perché il romanzo ha visto la luce. Ma sarà disposta Marisa a lasciarlo andare ed ad assistere al suo successo nelle vesti di spettatrice?
La risposta la troverete solo nelle pagine del libro, dove le voci di Marisa e Luis si alternano per raccontarci la storia da diverse prospettive, creando un’interessante intreccio che mostra come spesso la verità ha due facce. ” I peccati di Marisa Salas ” è un romanzo che spinge alla ricerca di se stessi con una trama non affatto scontata. Mentre scorrono le pagine il lettore vuole sapere e capire sempre di più fino alla fine; fine che non lascia così indifferenti. Il finale, rende a tratti, quasi impossibile comprendere chi tra Marisa e Luis stia agendo al fine di ottenere una giustizia obiettiva e non un mero tornaconto personale. Per questo motivo risulta difficile schierarsi da una parte o l’altra. Da leggere e da approfondire la conoscenza di questa autrice per chi come me la scopre per la prima volta.
Recensione di Chiara Vicomario


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