Fiorella Imprenti, “I Ceva: una famiglia antifascista e repubblicana”. (Viella – ottobre 2025)

Un saggio, risultato di cinque anni di studio e di ricerche da parte della storica Fiorella Imprenti, condotte in modo particolare sulle carte della famiglia Ceva conservate presso l’archivio dell’Unione femminile nazionale a Milano. I tre fratelli, Bianca, Adele e Umberto, e la moglie di questi Elena Valla sono i protagonisti principali di questo studio: crescono in una famiglia dove i valori della libertà e dell’impegno sociale e civile sono alla base dell’educazione impartita loro dai genitori.
A Bianca e Adele, fin da quando sono ragazzine, viene chiarito che dovranno studiare, impegnarsi per rendersi indipendenti economicamente, svolgendo una professione intellettuale, così i tre fratelli Ceva studiano e si laureano. Bianca e Adele diventano insegnanti, anche se Bianca, nel 1932, dovrà abbandonare la scuola fascista perché “segnalata” dal preside del Beccaria di Milano, e Adele la lascerà spontaneamente, non riconoscendosi nei valori del Regime e di quel tipo di educazione. Umberto, sposato con Elena e padre di due figli, sarà arrestato con l’accusa di “delitti contro il Regime” e si suiciderà in carcere, lasciando alla moglie una lettera testamento molto toccante, nella quale chiederà di perdonare, ma di difendere la sua memoria.
Dopo la tragedia del fratello, Bianca porta avanti attività antifasciste legandosi al gruppo di Giustizia e libertà, rimarrà impegnata nel sociale e nei campi dell’educazione e dell’istruzione, divenendo socia dell’Unione femminile nazionale, come la sorella e il padre. Diventerà partigiana, conoscendo il carcere e l’esperienza dell’evasione, organizzata dalla timida e “contemplativa” sorella Adele e da un gruppo di partigiani. Dopo la Liberazione, continua l’impegno delle sorelle e di Elena per costruire la nuova Italia democratica e repubblicana, in una stagione di intenso riformismo e iniziative… una storia incredibile, di donne e uomini che, con coraggio, coerenza e determinazione, hanno lottato in nome dell’antifascismo, della libertà, dei diritti, dello sviluppo e progresso della società.
Un saggio interessantissimo che si legge come un romanzo, ma che di romanzato non ha niente, essendo nato da una ricerca storica accurata.
Recensione di Valentina Ferrari


Commenta per primo