GLI ASSASSINI DELL’ALBA Michel Bussi

GLI ASSASSINI DELL’ALBA, di Michel Bussi (E/O – giugno 2025)

Ancora una volta Michel Bussy ci trasporta in una isola esotica, Guadalupa, dove sotto il cielo caraibico la polizia locale deve cimentarsi in una indagine, pregna di magia, che vede un serial killer misterioso eseguire a colpi di fiocina omicidi che sembrano rituali e che vengono eseguiti all’alba. Così abbiamo una specie di vecchio stregone, un quimboiser, che predice dettagli inconsueti, connessi ai vari omicidi in maniera inspiegabile; un capo della polizia, Valeric Cancel, che nato nell’isola vi è ritornato dopo venti anni di lavoro in Francia.

L’uomo è quello che viene definito uno chabin, per i capelli biondi e crespi, gli occhi azzurri ed i lineamenti africani: una specie di miracolo genetico dal momento che entrambi i suoi genitori erano meticci di pelle ed occhi scuri. Ci sono poi i suoi collaboratori Jolene e Amiel e la nipote del vecchio stregone, un’avvocatessa che cerca di difendere il nonno. Insomma come al solito Bussy ci porta in un’indagine intrigata, piena di mistero e di colpi di scena.

Ma il romanzo ha anche qualcosa in più; seppure con leggerezza l’autore ci pone di fronte al problema del colonialismo, in questo caso quello francese, che spesso ha depredato territori extraeuropei di straordinaria bellezza e ne ha umiliato la popolazione autoctona con soprusi e vera e propria schiavitù.

Recensione di Ale Fortebraccio

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