GLAMORAMA Bret Easton Ellis

GLAMORAMA Bret Easton Ellis
GLAMORAMA, di Bret Easton Ellis

 

“Come se in questo mondo il cervello fosse più importante degli addominali. Ehi, chi ci crede alzi la mano.”

No, non mi è bastato “Meno di zero”. Ho dovuto dare una seconda chance a Bret, la chance di trovare un lumicino, un piccolo spiraglio di luce nell’universo marcio da lui raccontato. E invece cosa ho trovato?

Gelo, puzza di fogna e coriandoli…

Ho permesso a Bret di prendermi in giro per 730 pagine!

Non si può raccontare la trama di Glamorama, non ce n’è una sola, è una storia a più livelli, tutti veri e tutti finti.

Un romanzo che racconta una storia che poi diventa la sceneggiatura di un film, che a un certo punto è invece un universale Grande Fratello, che poi forse ritorna ad essere storia vera…

Assolutamente geniale e spiazzante.

 

 

Bret mi ha tolto man mano tutti i punti di riferimento, tutto quello che pensavo di aver capito è stato stravolto e ricomposto. Gli stessi pezzi di un puzzle gigantesco hanno formato e creato scenari molteplici. Ho fatto esperienza della stessa condizione di smarrimento dei suoi personaggi.

New York, Londra, Parigi, Milano fanno da sfondo alla vicenda. Il protagonista Victor, It Boy, un fotomodello bellissimo, si ritrova dalle passerelle a gestire un locale VIP, sul suo cellulare i numeri di Donatella Versace, Naomi Campbell, Bono Vox, Cameron Diaz. Un’esistenza sotto i riflettori per finire poi invischiato in una cellula terroristica glamour, fatta di modelli e modelle superfighi.

Sono tutti corpi modellati, scolpiti, ritoccati, tutti uguali, tutti griffati.

“Se sei bello, il mondo ti sembra più bello”

In realtà sono solo gusci vuoti, vite fasulle, svuotate dei valori fondamentali.

“Nessuno è sè stesso, sono tutti così finti, essere sé stessi è questo…”

Non ci fa mancare nulla in questo romanzo: droga, sesso, alcol, sangue (le scene splatter farebbero inorridire anche zio Steve!)…tanto…troppo…eccessivo…

 

 

Un’apoteosi del vuoto interiore che contraddistingue ogni singolo personaggio.

Anche qui, come in Meno di Zero, non c’è amore, non c’è amicizia, non c’è lealtà, non c’è fiducia, non c’è famiglia.

C’è solo dissoluzione dell’identità, vanità e morte.

Tutto sembra un orribile gioco…alla fine è un tragico GAME OVER!

Insomma mi stai dicendo che non possiamo credere a niente di quello che ci fanno vedere? Che tutto è alterato? Che è tutta una balla? Che tutti credereanno questo?

E’ indubbio – dice Palakon

E allora cosa c’è di vero? – grido

Niente Victor, ci sono verità differenti…

Buona lettura!

 

Recensione di Cristina Costa
GLAMORAMA Bret Easton Ellis

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