FUOCHI FIAMMANTI A UN’HORA DI NOTTE Ermanno Rea 

FUOCHI FIAMMANTI A UN’HORA DI NOTTE, di Ermanno Rea

 

Mai nominata nel romanzo di Ermanno Rea che vinse il premio Campiello nel 1999, l’isola di Alicudi è la sua vera, principale protagonista: Ericussa, l’isola dell’erica che, come l’erica, è bella per i suoi fiori che sanno d’antico ed i cui semi pare che possano rimanere al suolo per decenni, quasi assurgere a simbolo di un tempo interminabile.

Proprio l’indefettibile durata del tempo appare l’insegnamento contenuto nel libro, pur nel tempo limitato concesso a ciascuno di noi. Questo tempo nella più piccola, lontana e appartata delle isole eoliane sembra essersi rallentato così che, in uno spazio ridotto dove si muovono un minuscolo numero di donne e di uomini, quel tempo appare dilatarsi e rendere plausibili storie perenni e intricate, vicende dell’anima tortuose come i tratturi che si inerpicano sui pendii aspri e scoscesi di Alicudi.

Possibile che Martino, alla ricerca della madre scomparsa a causa delle sue ossessioni di donna in lotta anzitutto con le sue scelte radicali, senta che ella è sull’isola eppure non sia in grado di ritrovarla nel rifugio nel quale forse si trova, protetta da una vestale che qui ha eretto il suo eremo difensivo? Possibile che la lotta interiore tra il desiderio di restare sull’isola radicati agli antichi legami e quello opposto di svincolarsi per altri approdi si traduca per alcuni in una esausta inerzia?

Nella bellissima parte finale del romanzo, quando tante storie troveranno il loro compimento dopo il momento dell’inquietudine, riuscirà Martino ad incontrare la madre e, insieme, a ritrovare se stesso?

Rileggere le opere di Ermanno Rea, dopo il successo di Nostalgia e la visione della sua trasposizione cinematografica per la raffinata regia di Mario Martone, ci riporta in un mondo nel quale le aspettative di evoluzione già contenevano, però, il latente turbamento che non tutto sarebbe andato secondo le speranze e le attese di una auspicata progressione positiva.

Recensione di Giovanni Rossi

FUOCHI FIAMMANTI A UN’HORA DI NOTTE, di Ermanno Rea

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