ED È UN POCO LA NOTTE E UN POCO L’ALBA Ilaria Tuti

0ED È UN POCO LA NOTTE E UN POCO L’ALBA, di Ilaria Tuti (Longanesi – giugno 2026)

 

 

In questo giugno è’ tornata in libreria ILARIA TUTI con una nuova “storia nella Storia” come già ha fatto in altri romanzi e ambientata ancora una volta nel suo amato Friuli. ED È UN POCO LA NOTTE E UN POCO L’ALBA (Longanesi – pg 320 – 2026) è il titolo. La protagonista è Serafina giovane e selvatica donna, con un passato traumatico e cresciuta dalla nonna, una specie di fattucchiera locale, grande esperta della natura e in particolare “rapporto” con il culto della locale Madonna Nera.

Siamo tra l’ottobre 1944 e la primavera 1945 in quella zona della Carnia che, insieme ad altri territori italiani, era stata inserita in un governatorato amministrato dai tedeschi. Questi decisero di “donare definitivamente” vaste zone all’esercito di cosacchi antibolscevichi che aveva combattuto la guerra per il nazismo e che ora doveva contrastare i numerosi partigiani italiani e sloveni, signori incontrastati dei monti circostanti. Lo faranno sfrattando di casa centinaia di friulani e occupando le abitazioni di molti altri, relegando intere famiglie in una sola stanza, sequestrando mezzi, animali, materiali. Un selvaggio esercito a cavallo che aveva dietro un seguito di mogli, figli, medici, pope, ecc che a loro volta avevano su carri tirati da cavalli i loro mobili, tappeti, vestiti, accessori di ogni tipo.

L’occupazione forzata dei cosacchi e di tutto il loro seguito sarà inizialmente molto traumatico per Serafina e per tutti gli abitanti del suo paese. Non posso raccontare i diversi episodi e le tragiche situazioni che si vengono a creare ma a poco a poco il contesto si modifica. Quello che era inizialmente un inevitabile scontro tra diverse culture diventa con il tempo per molti aspetti un incontro. Due popoli emarginati, trascurati, che scoprono di avere molto in comune. Attirati dalle usanze e costumi dell’altro i momenti di sostegno e assistenza si susseguono.

Ma nell’aprile del 1945 gli alleati sfondarono la line gotica e dilagarono velocemente verso il Friuli. Per Serafina che nel tempo si è affezionata ad un bambino, un figlio di nessuno muto da trauma, sarà il momento delle scelte decisive.
Un bel racconto. Forse in alcune situazioni un po’ scontato, ma il personaggio di Serafina è ben riuscito e conquista il lettore, gli usi e costumi del luogo e dei tempi sono dettagliati, le circostanze e i diversi contesti precisi e credibili. Una lettura piacevole.

 

Recensione di Francesco Borsari

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