DURAMADRE, di Erica Cassano (Garzanti – marzo 2026)

Se mai ce ne fosse stato bisogno, dopo il successo del suo primo romanzo “La grande sete” ( 2025 ), Erica Cassano, con questo suo secondo romanzo, edito a marzo di quest’ anno, ci ha tolto ogni possibile dubbio: questa giovane scrittrice ha diritto ad una sua collocazione nel panorama della migliore letteratura contemporanea.
Questa volta, affronta un argomento difficile; un problema di cui non riusciamo a liberarci: i pregiudizi. Un piccolo paese dell’ entroterra calabrese e la scrittrice ci dà un indizio preciso per collocare i fatti del romanzo in un arco temporale: l’ obbligo di istruzione almeno fino al quattordicesimo anno. Siamo nel 1963. Un romanzo fatto di passato e presente, ma è un passato e presente che si confondono anche per chi legge. Perché non cambia niente.
Tra passato e presente non cambia niente… Sempre gli stessi pregiudizi; gli stessi stereotipi; lo stesso patriarcato; lo stesso modo di considerare le donne… Le apparenze da rispettare; la gente, poi, che dice? Che pensa? ” Due fidanzati, quando ancora non sono sposati, non escono mai da soli.” Se poi una donna ha qualche anno in più del fidanzato… è ” vecchia” , ma non vale il contrario. E il malocchio; le maledizioni…
E un’ insegnante che viene da Napoli per stare vicino al suo amore… Si ritrova in una aula vuota… La napoletana è vecchia ed è venuta a rubarsi un giovanotto calabrese… I figli maschi, sono gli unici a cui si dà la possibilità di studiare… Le figlie femmine devono solo trovarsi un marito. E l’ amore? Non ha importanza; l’ importante è che trovino qualcuno che le mantenga. E tante donne si sposano solo per fuggire di casa…Senza amore e condannate a vita all’ infelicità … Ma i pregiudizi si annidano solo nei piccoli paesi? Credo proprio di no! I pregiudizi li ritroviamo dappertutto, nelle città grandi e nelle piccole cittadine. Sono pregiudizi diversi, ma ci sono e condizionano ed avvelenano la nostra vita…
Un segnale, però, c’è ed è un segnale assolutamente positivo sul quale la scrittrice fa in modo di richiamare la nostra attenzione: l’ istruzione. Questi ragazzi che vogliono andare a scuola e sono bravi; a volte bravissimi. E non si fermano alle scuole medie… La cultura; l’ istruzione , sono le uniche armi contro i pregiudizi e per una vita libera; finalmente libera!
Grazie, Erica, il tuo romanzo deve essere letto, anche nelle scuole.
Recensione di Riccardo Fiscariello
LA GRANDE SETE – Erica Cassano


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