Due Libri a Confronto: IL RACCONTO DEL BARISTA  LA STAGIONE FISCHIETTANTE Ivan Doig

Due Libri a Confronto: IL RACCONTO DEL BARISTA  LA STAGIONE FISCHIETTANTE Ivan Doig (Nutrimenti)

Desidero parlare di questi due libri insieme per varie ragioni.

La principale è perché vorrei concentrarmi sugli elementi in comune tra le due opere, in altre parole sul mondo creato dall’ autore, in queste come nelle sue altre.

Doig è considerato colui che ha adeguato il mito della frontiera rendendolo più aderente alla sua generazione e soprattutto ad un’America minore, rurale e spesso povera, popolata di genti provenienti da vari paesi . Un’ America che mi piace di più sia di quella dei conquistatori violenti del vecchio western, sia di quella delle metropoli caotiche e scintillanti.

Siamo sulla scia di Steinbeck e Faulkner e pur con notevoli differenze vi si avvicina Haruf.

Tom Harry è un barista proprietario del

📘 “Medicine Lodge, vecchio e accogliente ritrovo sulla Main Street di Gros Ventre, attivo praticamente da quando queste terre non erano ancora uno stato” .

Lì si incontrano allevatori di bovini, pastori di pecore, pescatori, cacciatori, addetti alla manutenzione delle autostrade, manovali anche turisti o costruttori di passaggio.

Similmente un’ unica stanza pluriclasse rappresenta il cuore su cui converge una delle tante

📘” comunità rurali, che hanno lottato dai tempi della colonizzazione per adattare le proprie fattorie e coltivazioni alle terre aride del Montana.”

Un bar, in uno, una scuola, nell’ altro, in una immaginaria ma realistica contea del variegato territorio del Montana, non lontano dal confine con il Canada, che guarda ad Ovest le cime delle montagne Rocciose: regione che ci sembra lontana nel tempo; anche se molti eventi sono collocabili negli anni ’60, la memoria torna a trenta o cinquanta anni prima.

A fissare quella memoria due grandi opere strutturali: il Big Ditch e la nascente rete di canali per irrigare settantacinquemila acri di nuovi campi e l’ enorme diga di Fort Peck, nell’ ambito dei progetti del New Deal. Entrambe le opere avrebbero creato posti di lavoro, salari e speranza di un futuro migliore. Tra i possibili fatti storici, Doig sceglie, a caratterizzare l’ epoca, questi legati alle comunità ed al lavoro umano, ma non dimentica qualche grande Presidente.

Veniamo ai personaggi: in entrambi i libri voci narranti e coprotagonisti sono due ragazzi, Russell ( Rusty) il figlio del barista e Paul Milliron, uno dei figli di un contadino. Questo aspetto ha consentito di parlare di opere di formazione. Non nego che sia possibile, ma le etichette nella letteratura mi sono sembrate sempre riduttive se non ingiuste.

Intanto, come ho accennato, centrale è l’ ambientazione, storico geografica e culturale.

Poi ritengo che fondamentale sia il filo conduttore, in entrambi, della ” parola”, intesa come narrazione e come ricerca di significati interiori. Doig ha fede in questo potere delle storie, costituisce la sua poetica, l’ anima che riesce ad infondere ai suoi personaggi.

Comunque, accanto ai due adolescenti troviamo altri due protagonisti,

il barista e il maestro.

Tom Harry, il barista, è colui che sa ascoltare, che conserva e mantiene innumerevoli storie e vite: ruolo non da poco, tanto da divenire leggenda nella leggenda.

📕” Prima o poi tutti hanno una storia da raccontare e lo straccio con cui papà sfregava instancabilmente il bancone davanti al cliente fino a farlo risplendere, pareva lasciare quel tratto di legno sgombro proprio per quell’ opportunità”

e ancora

🎧” le voci diventavano echi permanenti di un certo periodo, di un certo luogo, un riscoperto idioma americano” : verrà detto a proposito di uno studio linguistico antropologico.

Morrie Morgan, il maestro, si eleva a protagonista nel secondo libro ( tanto da rimanere tale in una trilogia a lui dedicata) per il suo carisma, per la convinzione che il valore delle parole sta nel possederle, che occorra possederle per essere liberi e disponibili alla conoscenza.

Non ho mai trovato ( a parte in Don Milani) tanta fede nella scuola come in questo libro e mi ha commossa l’immagine delle madri che

📕” salutavano i propri stessi cuori e anime sulla porta di casa quando ogni mattina spedivano i figli , che arrivavano in altezza alla loro cinta, a sellare i cavalli e cavalcare per miglia fin lì…. Tutti noi rispondevamo, con una parte della nostra vita, all’ attrazione di questo isolato quadrato su cui sorgeva la scuola.”

Vorrei precisare, a proposito di personaggi, che, se Tom e Morrie sono due modelli per i due giovani , non è certamente la loro unica caratteristica. Sarebbero comunque ” piatti” . Al contrario hanno una serie di sfaccettature, nel carattere e nel comportamento, che li rende originali e credibili, a tutto tondo, perfino nel fatto che entrambi conservano in sé un segreto.

Del resto anche i due ragazzi non sono semplicemente esseri informi in attesa di divenire: il loro ruolo nelle rispettive storie è un ruolo attivo, volto consapevolmente a influenzare e indurre scelte e comportamenti degli adulti.

Un ulteriore aspetto che accomuna i due libri ( e che è proprio di Doig) è il suo magnifico modo di raccontare. Come rileva giustamente il suo appassionato traduttore, Nicola Manuppelli, la lentezza è una sua cifra distintiva.

✒️” Nessun frastuono nessuna velocità, solamente il paesaggio vasto della vita”

Ecco dunque una prosa che si distende , ricca lessicalmente, aperta a descrizioni, a coloriture di aggettivi, che descrive e racconta in uguali misura, mai noiosa o pedante, sempre curatissima nelle scelte, a volte lirica, a volte ironica, che ama i dialoghi vivaci o sussurrati che siano. A ciascun personaggio sa dare la sua “parlata”; al paesaggio rende la vastità ed i colori; ad ogni situazione sa variare toni ed emozioni.

Come può non piacermi una scrittura di tale livello?!

E, lo devo dire, dato che all’ inizio ho citato Haruf, pur rispettando le sue storie e i personaggi scelti, non riesco a trovare in lui una scrittura paragonabile a questa. Non è una critica ( non mi permetterei), ma un gusto personale.

Di Maria Guidi

LA STAGIONE FISCHIETTANTE Ivan Doig

LA STAGIONE FISCHIETTANTE Ivan Doig

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