Due Libri a confronto: ASSASSINI, di Marco Alberici – LA PAZIENTE SILENZIOSA, di Alex Michaelides


Ho letto ASSASSINI di Marco Alberici dopo aver amato La paziente silenziosa, e ci ho ritrovato la stessa sensazione di dubbio continuo e di tensione.
In ASSASSINI la storia si concentra soprattutto sul rapporto tra i due protagonisti e su una fiducia che, pagina dopo pagina, viene messa in crisi fino a venire meno. Matteo e Soniuska si trovano in una casa isolata che diventa presto un luogo carico di tensione, dove ogni gesto e ogni parola iniziano a pesare. Per gran parte del romanzo non c’è una vera indagine: si osservano le persone, le loro reazioni, i sospetti che crescono lentamente.
Rispetto a La paziente silenziosa, che costruisce la tensione come un percorso psicologico graduale, ASSASSINI mi è sembrato più diretto e immediato. La scrittura è coinvolgente, il ritmo è costante e la tensione non cala; anche nei momenti apparentemente tranquilli diventa difficile staccarsi dalla lettura.
La differenza con La paziente silenziosa, secondo me, sta proprio qui. Nel romanzo di Michaelides il percorso è più guidato, quasi un puzzle mentale. In ASSASSINI, invece, la tensione nasce subito dalla convivenza forzata e dal dubbio, perché i due protagonisti sono costretti a stare insieme senza poter scappare e senza avere più fiducia l’uno dell’altra.
Proprio per questo credo che chi ha amato La paziente silenziosa possa apprezzare anche ASSASSINI: due thriller diversi, ma uniti dalla stessa inquietudine di fondo e dalla stessa domanda che accompagna tutta la lettura — di chi ci si può fidare davvero?
Di Danae Negri


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