DIARIO DI UNA MOSCA, di Nicola Civinini (Scatole Parlanti – maggio 2025)

“Alla mia veneranda età intendo scegliere autonomamente la mia, di fine, e affrontare il mare con la consapevolezza che non approderò da nessuna parte.”
Metti un caro amico viaggiatore.
Non un semplice viaggiatore, un vero e proprio turista del mondo, con uno sguardo sempre curioso e sempre fanciullo verso il Bello che il mondo offre.
Metti una passione comune: i libri e la lettura.
Metti un consiglio libroso: “Cri, Nicola ha scritto un nuovo libro, mi piacerebbe che lo leggessi anche tu e mi dicessi cosa ne pensi”
Metti che Nicola lo conosco…d’accordo, solo per via delle sue parole scritte, per la grande immensa carriera di artista in più ambiti, non solo in letteratura…
…e il gioco è fatto!
Nicola mi manda una copia del suo ultimo libro “Diario di una mosca”, lo leggo praticamente in pochissimi giorni.
Non avevo mai letto una storia raccontata da un insetto…una mosca…sì, ma una mosca con un nome che dice tutto: Cleopatra!
Una mosca nata in un appartamento, nell’appartamento di uno scrittore, Ermanno, scrittore di successo, vincitore tra l’altro del prestigioso premio Strega, con una vita familiare a dir poco tragica.
Cleopatra lo osserva, lo segue in ogni passo dentro al suo appartamento mentre scrive l’ennesimo libro, ne prevede le azioni, i pensieri, i sogni. In questo libro le mosche hanno una memoria, una Conoscenza universale, sapienziale, tramandata da generazioni. E Cleopatra è un minuscolo contenitore di informazioni.
Nei suoi pochi giorni di vita, 35, vive tutto: l’innamoramento, la passione, l’amore, il matrimonio, la gravidanza, il parto, un omicidio.
Ma siccome nulla è mai come sembra e a Nicola evidentemente piace sorprendere il lettore, sono arrivata al 35esimo giorno di vita di Cleopatra per chiudere il sipario su questa piacevolissima e originalissima lettura con un finale sorprendente!
Mi ha catturato da subito la sua scrittura avvolgente, divertente, ironica con la quale passa da un punto di vista all’altro, uno sguardo dall’alto e uno più vicino a noi. Chi non ha mai voluto essere una mosca? Chi non ha mai voluto poter vedere e sentire tutto senza essere visto o sentito?
Grazie di cuore Alessandro Doldi per il prezioso suggerimento e grazie a te Nicola Umberto, per la tua immensa sensibilità.
Una cosa è certa…non guarderò più una mosca allo stesso modo dopo questo libro!!!
Recensione di Cristina Costa


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