CUCCIOLI per i bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni

Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni Recensioni Libri e News

CUCCIOLI per i bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni

Estratto

A volo d’uccello, la mente di Lara passò sul volto buffo di Nazar, impettito e incravattato e imbarazzato e sorridente. Sulle vesti che aveva ricamato. Sul mare immenso che non smette mai di muoversi e che sembra immobile. Sul caldo, sul freddo. Il cane correva ancora nella neve, seguendo traiettorie misteriose. Donato sedeva immobile davanti allo schermo. La pelle della bambina si muoveva piano sotto la sua mano.
Ma il tempo ormai era davvero finito.
Il laccio si strinse un’ultima volta attorno al collo di Lara.
E lei finalmente morì.
Smettendo di ricordare.

Commento

Questo capitolo della saga dei Bastardi mi ha lasciata parecchio perplessa.
Lui è bravo, questo è chiaro, perché comunque sono arrivata fino alla fine, ma questa volta è caduto nella sua stessa trappola.

Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone M. De Giovanni Recensioni Libri e NewsCome è facile intuire dal titolo, questo libro parla di “cuccioli”, in particolare di bambini.
Questo è argomento molto gettonato, che lui ha già usato diverse volte, perché si presta a parecchie riflessioni e dinamiche attuali.

Questa volta, però, tutto è trattato troppo superficialmente.
Una bambina appena nata viene ritrovata da Romano (il personaggio apparentemente meno sentimentale di tutti) a fianco ad un cassonetto in condizioni fisiche critiche.

Qui forse l’autore voleva parlarci di un legame fortissimo tra un esserino indifeso in fin di vita e un uomo che ha tentato invano con la moglie di avere figli, senza riuscirci.
Io mi aspetto un Romano fisso in quel reparto, che non riesce a concentrarsi su altro, che è costantemente accanto alla bambina. Sarà che forse io conosco bene l’atmosfera del reparto di neonatologia e so anche che tipo di legame può instaurarsi in quelle condizioni.

Lui le dà addirittura il nome eppure? Riesce a dedicarsi alle indagini, ricordandosi della bambina solo quando la dottoressa del reparto lo chiama, o in piena notte quando tutti se ne vanno a casa.
Atteggiamento inverosimile e superficiale.

Una vicenda che dovrebbe avere un mordente intenso finisce per trascinarsi fino alla fine deludendo le aspettative del lettore.

Io mi sono affezionata di più all’avventura collaterale di Aragona e Pisanelli, attorno alla sparizione di piccoli cani randagi… cuccioli anche loro per l’appunto.

Non ci siamo, non è quello che mi aspetto a questo punto della saga.
E non sono d’accordo con chi dice che probabilmente esigenze “cinematografiche” portano l’autore a creare qualche vicenda in più allungando il brodo.

Perde di mordente anche la serie se i sentimenti di impatto vengono diluiti in questo modo.
Infine, la storia del commissariato non progredisce, quindi questo capitolo, in sé, non serve a nulla.
Può essere tranquillamente saltato.

Recensione di Rita Annecchino

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