Credo di averlo letto almeno una decina di volte: STORIE DELLA STORIA DEL MONDO, di Laura Orvieto

Atene e la Grecia tutta sono ora il sogno tangibile della mia infanzia, quando papà mi regalò un libro per me importantissimo e speciale, accessibile alla accesa curiosità di una bimba che faceva le Elementari (credo la 4°o la 5° se ben ricordo).
A volte papà mi leggeva qualche stralcio, ma non mi è mai piaciuto che gli altri leggessero per me, ero io e io sola quella che doveva infilarsi fra le pagine scivolando nella ruvida carta e divorando parole. Doveva essere un legame diretto: il mio cervello con quello scrigno prezioso che io aprivo e toccavo con mano. Nessuna parola parlata, nessun suono. Le parole dovevano arrivarmi caute, stimolanti, solleticanti, nude, ma soprattutto silenziose. (Per questo non amo tanto gli audiolibri)
Ho amato la Grecia attraverso quel libro, ho scoperto la Mitologia in quelle pagine, ho capito che i libri sanno essere una stanza solo per sé o un viaggio nel tempo dentro una capsula ben protetta e impermeabile al resto del mondo. Ho capito fin da piccola che mi sarei dovuta aggrappare a quella ciambella di salvataggio che mio padre inconsapevolmente aveva lanciato nel mio mare di malinconia che mi inghiottiva. Esiste la depressione nei bambini così piccoli? Non lo so, ho preferito non scavare troppo alla ricerca di conferme. Quello che so è come mi sentivo. E non mi sentivo bene. I libri mi hanno circondata e inghiottita. I libri mi hanno aiutata e salvata.
Nell’immagine sotto ho ritrovato il ricordo del mio vecchio libro.
La scrittrice Laura Orvieto rivoluzionò il metodo di scrittura destinato a bambini e adolescenti. Nacque nel 1876. Nel 1911 pubblicò con la casa editrice Bemporad il libro “Storie della storia del mondo,” inizialmente intitolato “Storie della storia del mondo: Greche e barbare.”
L’opera è una delle più celebri introduzioni alla mitologia greca per ragazzi. I racconti sono presentati come storie narrate da una madre ai suoi due figli, Leo e Lia, che non sono personaggi di fantasia ma i figli reali dell’autrice. Il libro racconta in modo semplice e coinvolgente le vicende delle divinità dell’Olimpo, le imprese degli eroi, la nascita e la storia di Troia e gli eventi narrati nell’Iliade. Lo stile è “materno”, delicato e a tratti ironico.
Ancora oggi, dopo tutti questi anni, (credo di averlo letto almeno una decina di volte, fino al liceo) quella lettura mi emoziona, riducendo bambina, mi stupisco e mi infervoro, amo gli dei e li detesto, amo gli uomini e le donne e ne vedo la forza, spesso più potente di quella degli Dei che decidevano il loro destino ma non potevano governare il Caso.
Recensione di Liz Pibi


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