COME CAVALLI CHE DORMONO IN PIEDI Paolo Rumiz

COME CAVALLI CHE DORMONO IN PIEDI, di Paolo Rumiz (Feltrinelli)

 

Un libro intenso e importante, che sembra inserirsi nella tradizione orale con la quale si tramanda di generazione in generazione una testimonianza di fatti, atmosfere e pensieri.

L’atmosfera del libro è quella di quando ci si siede ad ascoltare i nonni, i reduci che narrano della loro storia. L’autore si muove nelle testimonianze della prima guerra mondiale per ricostruirne l’atmosfera, partendo da fatti singoli per allargare lo sguardo su un sentimento comune e proporre una propria riflessione, mai banale o scontata ma sempre unica e puntuale.

Il centro del testo è la memoria, il suo ruolo e soprattutto la sua mancanza, la scelta di cosa debba essere storia e cosa rimane solo nella vita di chi lo ha vissuto. Parla di persone dimenticate da ogni parte, gli abitanti della frontiera che sono rimasti sotto gli austriaci invece di essere irredentisti ed essere celebrati con grande retorica quando si presentano anniversari. Noi lo seguiamo nel suo viaggio, come se fossimo di fianco a lui che ci narra la storia, non come in un saggio ma tramite impressioni. Ci confrontiamo anche noi con i suoi incontri, rimuginando sulle risposte che avremmo dato e sui diversi punti di vista presentati.

Ho molto apprezzato anche lo stile: il primo capitolo è estremamente poetico ed evocativo, incalzante ma sospeso nel tempo, con brevi frasi che dipingono l’atmosfera che caratterizzerà tutto il libro; mi ha un po’ ricordato la capacità descrittiva Gucciniana.

Nel libro ci sono molti riferimenti locali, dialettali, a canzoni d’epoca che si fondono profondamente aiutando a farti immergere nel periodo.

Consiglio questo libro a chiunque voglia spunti per approfondire un periodo buio della nostra storia, a chi conosce bene la prima guerra mondiale e vuole nuovi spunti di riflessione o trovare l’atmosfera oltre ai fatti, a chi crede che la memoria abbia valore e vada conservata non solo nei grandi avvenimenti.

Recensione di Francesca Fracassetti
COME CAVALLI CHE DORMONO IN PIEDI Paolo Rumiz

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.