Georges Simenon • Colpo di luna • anno 1933 – (Adelphi – novembre 2025)

Perché Simenon ha chiamato colpo di luna una storia ambientata in Gabon, dove semmai è tipico il colpo di sole? Forse occorre partire da questa apparente contraddizione per comprendere davvero il significato di questo romanzo, dove tutto va visto dall’altro lato della medaglia. Simenon è feroce contro la colonizzazione: dei bianchi presuntuosi e affaristi e spesso anche sfaticati approfittano della comunità indigena non solo come forza lavoro fruttata e sottopagata. Per loro, infatti, gli indigeni non valgono nulla, le loro donne vengono usate a scopi sessuali e ridicolizzate, gli uomini sono costretti a far finta di non vedere perché gli uomini di legge sono bianchi e sono smaccatamente dalla parte dei colonizzatori.
Ma c’è Timar, la nota stonata, che con questi colonizzatori non riesce davvero a socializzare anche se si prende una sbandata per una donna più grande di lui che invece nel gioco c’è entrata benissimo e con tanta energia e capacità. Purtroppo l’amore e la gelosia per la donna impediscono a Timor di socializzare con gli indigeni ed è anch’egli talvolta brutale anche se in queste occasioni non si piace. Ed è amante della verità, Timor, non ama le ingiustizie e questo farà saltare le carte in tavola anche se poi a rimetterci sarà solo lui. Un gran bel romanzo.
Recensione di Barbara Gatti


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