CLEMENTINA, di Giuliana Salvi (Einaudi – marzo 2025)

Ebbene sì: il solito libro di donne, la solita storia ambientata al Sud, la solita messa in pagina della storia della nonna (o bisnonna) le cui lettere erano nel baule … sicuramente Clementina – che ho letto costretta, per così dire, in quanto scelto da un gruppo di lettura di cui da poco faccio parte – è tutte queste cose, eppure è un libro molto bello e, devo dire, mi è piaciuta anche l’autrice che ho incontrato nell’ambito di una piacevolissima presentazione con un numero limitato di persone e, quindi, la possibilità di domande e confronto.
La storia è vera, ben al di là delle sue radici nella realtà; la protagonista la avrei definita antipatica, ma Giuliana ha usato il termine ruvida, che mi ha convinto, per cui lo uso anche io: una donna, forte, che trova nell’insegnamento la possibilità di aiutare i figli e la famiglia, ma anche una forma di realizzazione e soddisfazione personale, senza con questo diventare né un’eroina né una santa; gli altri personaggi, tutti possibili, concreti, fanno da giusto coro ad una storia forte, ben collocata geograficamente e storicamente, che parla di amore, di dolore, di forza, di capacità di rimboccarsi le maniche e anche del potere della cultura.
Anche la scrittura mi è piaciuta, pulita, diretta e priva di fronzoli – ma con qualche piccola espressione, frasetta o soprannome in dialetto – e ho apprezzato la terza persona, che mi ha permesso di vedere la protagonista da vicino, senza dover provare tenerezza per lei, godendomi in qualche modo la ruvidezza di cui dicevo sopra. Ho, poi, adorato la presenza di Lu Muciu.
Attenderò con grande curiosità altre opere della stessa autrice, che ha promesso che non smetterà di scrivere, ma che da ora in poi porterà in pagina storie di fantasia.
Recensione di Stefania Biscione


Commenta per primo