CARISSIMO DOTTOR JUNG, di Sandra Petrignani (Neri Pozza – ottobre 2025)

Sandra Petrignani costruisce un libro raffinato e inquieto, sospeso tra saggio, memoir e narrazione epistolare. Il titolo suggerisce un dialogo diretto con Carl Gustav Jung, ma il cuore dell’opera è più ampio: è un confronto interiore che attraversa la storia della psicoanalisi per interrogare il desiderio, il potere e l’identità femminile.
Il punto di partenza è la vicenda reale di Sabina Spielrein, paziente, allieva e amante di Jung, figura a lungo rimossa o marginalizzata nel racconto ufficiale della nascente psicoanalisi. Attraverso le sue lettere e i documenti ritrovati, Petrignani ricostruisce non solo una storia d’amore intellettuale e passionale, ma anche un nodo problematico: il rapporto asimmetrico tra maestro e discepola, tra autorità scientifica e vulnerabilità emotiva.
Tuttavia, il libro non si limita alla biografia. Petrignani introduce una dimensione simbolica potente: quella di Morgana, figura mitica che richiama la fata della tradizione arturiana. Morgana non è Sabina in senso storico, ma diventa una lente interpretativa. Rappresenta l’archetipo della donna ambigua e potente, insieme seducente e temuta, spesso raccontata dagli altri più che ascoltata nella propria voce. Attraverso questa sovrapposizione simbolica, Sabina Spielrein appare non solo come una protagonista dimenticata della psicoanalisi, ma come incarnazione di una figura femminile ricorrente nella cultura occidentale: la donna che osa desiderare, pensare, creare e, che per questo, viene marginalizzata o trasformata in mito.
Lo stile è elegante, colto, attraversato da una tensione emotiva costante.
Un tema centrale è quello del riconoscimento.
Sabina, brillante e autonoma, contribuì in modo significativo alla riflessione psicoanalitica, ma la sua figura fu a lungo schiacciata dal carisma e dall’autorità di Jung. In filigrana, emerge una domanda che attraversa tutto il testo: quante “Morgane” sono state trasformate in figure secondarie o mitiche per neutralizzarne la forza?
Il ritmo è meditativo, talvolta contemplativo. Non è una lettura rapida: richiede attenzione e disponibilità alla complessità. Ma proprio in questa densità sta la sua forza.
Recensione di Egle Spano’


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