CAMERE SEPARATE, di Pier Vittorio Tondelli (Bompiani – ottobre 2025)

“…non esiste nemmeno una parola, in nessun vocabolario umano, che possa definire chi per lui è stato non un marito, non una moglie, non un amante, non solamente un compagno ma la parte essenziale di un nuovo e comune destino”
“Camere separate” è una storia d’amore, breve, ma di una potenza deflagrante.
Una di quelle storie che segnano un prima e un dopo.
Un sentimento che nasce dopo numerose ferite, non immune a sua volta da lacerazioni, momenti di unione perfetta intervallati da abissi incolmabili.
“Camere separate” è la storia di una solitudine, quella di Leo scrittore affermato, che viene infranta dall’amore, quello di Thomas, un giovane musicista tedesco.
E’ un amore universale, ci si può ritrovare nella scrittura emotiva, impaziente e nervosa, e nella narrazione sofferta e commovente di Tondelli, fatta di continui movimenti avanti e indietro nel tempo, proprio come in una sinfonia, con i suoi lenti, adagi e le sue accellerazioni improvvise, un racconto che è una musica.
“Camere separate” è una modalità di amare: nessun possesso, nessuna quotidianità logorante, nessuna ferita e nessuna paura dell’abbandono, al loro posto un incontrarsi disornato e spasmodico, un imparare a vivere l’amore solo in “camere separate”, nessuna invasioni di spazi. Può sembrare cinico, può sembrare assurdo, per chi crede nell’amore come totale condivisione. Questa è l’unica via di amare secondo Leo, secondo Tondelli.
“Camere separate” è anche l’elaborazione di un lutto, un dolore lacerante, la perdita dell’amore più grande e profondo, unico. Un dolore intimo, crudo che Leo sente l’urgenza di raccontare, di rendere tangibile ma al tempo stesso prende coscienza che le parole non servono a nulla, lui che di parole vive, perchè a volte “il dolore è più reale dell’amore”.
Leo decide di attraversare questo dolore, e di farsi attraversare, unica possibilità per poter sopravvivere e fare i conti con la paura della morte.
“Camere separate” è un libro sul senso della perdita, sul dolore e sulla necessità dell’amore.
“Nessuno può tenere distanti due persone che si appartengono
Recensione di Cristina Costa


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