CACCIATELI! Quando i migranti eravamo noi, di Concetto Vecchio (Feltrinelli)

L’autore, ricorre a ricordi familiari, suoi personali e di altri protagonisti per tracciare un quadro dell’emigrazione italiana in Svizzera, a partire dagli anni ’50, stabilita essenzialmente da un “contratto” fra i due paesi, spinta dal bisogno -per entrambi- di un qualcosa che evidentemente mancava : all’Italia il lavoro, oppressa com’era da una profonda miseria equamente distribuita fra Nord e Sud, e alla Svizzera la manodopera, specializzata e non. Così, i paradisiaci cantoni fra le montagne, da sempre chiusi nella loro neutralità, si vedono costretti ad aprirsi ad un flusso che li stravolgerà, ma anche li arricchirà e non poco. Se i primi contingenti migratori provenivano quasi esclusivamente dal Nord Italia e in quantità ridotte, nei decenni successivi, saranno le aree del Sud italia le principali zone di partenza e il fenomeno assumerà ben presto aspetti numerici assai più consistenti ed impattanti.
Come vennero accolti e considerati i nostri connazionali ? Come vennero visti i loro usi, costumi e fisionomie “altre”? Ce lo spiega e narra bene l’autore, figlio appunto di una coppia di emigranti di Linguaglossa (Ct). Le condizioni spesso subumane degli “alloggi” – baracche, tuguri, pollai, la solitudine e la separazione dalle proprie famiglie, l’abbandono di minori un pò dove e a chi capitava, il disprezzo e scherno verso gli “Sau-tschingeen”, l’intolleranza e l’insofferenza verso uno stile di vita diverso, la tendenza speculativa ed approfittatrice. La diffusione di un sentimento xenofobo, la paura di un’ “invasione” che sfociasse in una successiva destabilizzazione, portarono alla creazione di una campagna referendaria da parte di un personaggio-chiave di questa vicenda. James Schwarzenbach, colto intellettuale e membro di una famiglia di imprenditori, una delle più ricche e in vista della Confederazione Elvetica.
Ad un certo punto, non solo si farà portavoce di questo malcontento e disagio crescente, ma ne diventerà il paladino e la missione della sua vita sarà quella di far passare leggi che limitassero il numero degli ingressi di italiani nel paese e che ricacciassero gli esuberi (ma non ci riuscirà), ricorrendo a slogan tipo “CI RUBANO IL LAVORO, LE CASE, LE DONNE, PERSINO L’ARIA”, o quella più celebre “LA SVIZZERA AGLI SVIZZERI”… non vi ricorda qualcosa ?
Recensione di Anna Caramagno


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