Booker Prize 2023 – IL CANTO DEL PROFETA, di Paul Lynch (66thand2nd)

‘La sera è scesa e lei non ha sentito bussare, in piedi davanti alla finestra a guardare in giardino. A guardare come l’oscurità avviluppa in silenzio i ciliegi, come raccoglie le ultime foglie che cedono al buio, accettandolo con un sussurro.’
‘Il Canto del profeta’ è sconvolgente perché inizia con un ritmo lento che lascia però presagire che la situazione precipiterà, ma non nella forma estrema alla quale si arriva nella seconda parte. Il ritmo diventa poco alla volta incalzante e ossessivo e non lascia spazio per respirare. La parte finale è talmente avvincente e coinvolgente da far dimenticare la vita reale e ci si trova avvolti in un vortice dal quale si riesce a sottrarsi solo alla fine del libro, ma, come il tocco di una medusa, ritorna a farsi sentire nel tempo. Nella parte finale, siamo tutti Eilish e viviamo nel terrore di quello che ci sta capitando. Paul Lynch in un’intervista risponde a chi gli fa notare il fatto che non spieghi come si sia instaurato il regime totalitario che non è importante e varia da stato a stato, mentre sempre simile è la limitazione dei diritti, delle opinioni e della libertà individuale. È ambientato a Dublino, in Irlanda, ma richiama le notizie che sentiamo quotidianamente da vari paesi.
La storia è narrata dal punto di vista di Eilish, biologa, e vi troviamo il marito Larry, insegnante e rappresentante sindacale, i loro quattro figli e il padre di lei, sofferente di una forma iniziale di demenza. E’ raccontata con uno stile particolare, senza indicazione di dialoghi, senza interruzioni tra i lunghi paragrafi, senza punti di domanda e tutto questo rende la lettura poco agevole, creando un’atmosfera mozzafiato e claustrofobica.‘Poi lui solleva lo sguardo, scuote la testa e dice, magari hai ragione tu, Eilish, non è il momento adatto, è una follia andare avanti, adesso li chiamo e mi do malato’.
Uno dei temi più affascinanti e spaventosi, è la dialettica continua tra l’aspirazione di normalità e serenità di una famiglia comune e il precipitarsi degli eventi esterni che fanno scivolare piano piano l’Irlanda in una dittatura feroce e sanguinaria; il tutto visto da una prospettiva di comuni cittadini che raccontano con stupore ciò che avviene intorno a loro.
‘Nel ritorno in macchina verso la città, dove le case si affacciano sul mare, osserva ogni auto che passa, cercando di scorgere i volti all’interno, oltre i vetri che sembrano liquidi. Sono i volti senza nome che hanno portato allo stato presente, eppure sono facce come la sua, facce che passano come sempre in questa città che continua a respirare l’incessante fluire della notte nel giorno’.
Lo scenario ha poco di distopico e racconta molto della contemporaneità; Lynch rifiuta l’etichetta di testo politico, affermando che è solo un aspetto, mentre il suo interesse è mostrare il dolore e il suo lato metafisico, il flusso della coscienza di Eilish, la cui dimensione interiore viene analizzata nel profondo. Offre profondo significato e verità umana, piuttosto che dati e informazioni. PL in un’intervista e alla fine del libro ci fornisce indicazioni su come la letteratura si inserisca nel nostro mondo:“La scrittura per me è un incantesimo. Mi incanta e spero incanti. Cerco nella prosa qualcosa di antico, di epico, un legame con l’oralità. È il mio modo per dare la mano al lettore mentre lo sto invitando a guardare l’abisso, ad attraversare l’inferno”.
Le emozioni suscitate da questo libro non ti abbandonano, suscita quesiti che non si riescono ad accantonare.
Perché in una situazione del genere Eilish decide di rimanere? Ci aiutano a capire questi estratti :’Non si può partire quando non sai dove andare, non puoi partire se i tuoi figli non hanno passaporto…e i tuoi piedi sono radicati nella terra e partire significa strapparli via.’ Puoi lasciare la tua vita solo quando le tue certezze vengono distrutte una a una.
Qual è il compito dello scrittore? Per PL, sembra essere quello di scegliere una storia che non appartiene al momento, ma è di sempre e, tra le tante possibili, non scegliere la plausibile, ma da una farne tante valide per tutti.
Qual è il significato del titolo? La spiegazione è quasi alla fine del libro :‘Eilish…può vedere che il mondo non finisce, che è una vanità pensare che il mondo finirà durante la tua vita… quello che finisce è la tua vita e solo quella, che ciò che viene cantato dai profeti non è altro che la stessa canzone cantata attraverso il tempo, la venuta della spada, il mondo divorato dal fuoco, il sole che scende nella terra a mezzogiorno…’
Recensione di Marina Fazzari


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