BATTUTA DI CACCIA I casi della sezione Q Vol. 2, di Jussi Adler-Olsen

5 libri letti di questo autore e sempre belli, letti non in sequenza come andrebbe fatto ma ogni storia è un caso a se per cui va benissimo così, ne soffre un po’ seguire le vicende personali dí Morck ma prima o poi ci si riallaccia.
In questo secondo libro della serie entra nel team con i due appartenenti alla Sezione Q, Carl Morck il capo e Assad l’assistente, l’eccentrica ma preziosissima Rose, non è per niente intimorita da Carl ed è irriverente già da subito.
Sul tavolo di Carl compare un incartamento su un caso vecchio di vent’anni che nessuno sa da dove arrivi e già chiuso perché il colpevole reo confesso è già in prigione, in ogni caso i casi incuriosiscono i tre della Sezione Q ma Carl non intende occuparsene visto il caso chiuso ma nonostante questo fa delle domande in merito al suo capo della omicidi perché nonostante tutto c’è qualcosa che non torna, di conseguenza verrà ostacolato in tutti i modi e dato che quando gli vietano qualcosa lui si intestardisce ancora di più vuole vederci chiaro.
Si tratta di aggressioni e omicidi dei quali erano stati sospettati quattro ragazzi e una ragazza Kimmie tutti appartenenti ad un collegio prestigioso, in età adulta tutti i ragazzi sono diventati facoltosi con agganci in tutte le sfere della società, compresa la polizia, anche perché famosi per organizzare delle battute di caccia dove partecipano personaggi importanti e pieni di denaro.
Solo Kimmie con il tempo è diventata una barbona, vive di espedienti e nascosta medita una feroce vendetta nei confronti dei suoi quattro compagni di violenze.
Carl e Assad rischieranno la vita, sarà veramente difficile trovare come salvarsi visto che non avranno la possibilità di chiamare qualcuno in loro soccorso.
La vena ironica dello scrittore è un toccasana nell’alleggerire il racconto tanto che a volte un sorriso, nonostante tutto, scappa.
Recensione di Daniela De Vescovi


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