ATTRAVERSEREMO LE BUFERE Anne-Laure Bondoux

ATTRAVERSEREMO LE BUFERE, di Anne-Laure Bondoux (E/O – maggio 2025)

 

 

Recensione 1

La bellissima copertina di questo libro e’ una foto di Robert Doisenaux, famoso fotografo francese: mi ha colpito perché suggerisce un’immagine di serenità e di pace, di piacere delle piccole cose in aperto contrasto con le vicende del libro quanto mai tragiche e dolorose.

Attraversiamo infatti tutto il ‘900 e l’inizio del nuovo millennio e il filo rosso che lega tutta la trama e’ essenzialmente la guerra con i suoi orrori e le sue distruzioni.

Cinque generazioni di una famiglia , i Balaguere, la loro tenuta, una modesta fattoria nel cuore agricolo della Francia, Les Chaumes saranno sconvolti dagli avvenimenti di un secolo che ha vissuto oltre a due grandi disastri bellici altre guerre meno importanti ma ugualmente dolorose.

Il libro ha un bellissimo prologo che, come in molte tragedie classiche ci introduce alle “bufere da attraversare. “E’ la storia di una famiglia, di una casa e di un paese.” Inizia così il racconto di uno degli ultimi componenti della famiglia che e’ definita “tormentata da segreti e morti privi i sepoltura”.

Seguono cinque parti, che simboleggiano. i cinque protagonisti e gli avvenimenti personali sono scanditi dai fatti e momenti storici a significare come la vita delle persone sia sempre intimamente connessa alla realtà. Ogni momento storico viene allo stesso tempo accennato ma anche approfondito con brevi notazioni, dalle dichiarazioni di guerra alla legalizzazione dell’aborto, dall’invasione della Polonia ai disordini del ’68, dalla guerra d’Algeria al crollo del muro di Berlino. e alla comparsa dell’Aids fino al crollo dello delle torri gemelle e al lockdown.

Anzeme, Charme, Aloe, Olivier e Saule sono i cinque uomini che danno vita ad un’epoca, di padre in figlio vivono il loro tempo in cui coniugano le loro modeste esperienze personali fatte di amore, paura, lavoro, gioie e frustrazioni, con lo svolgersi di avvenimenti di ampio respiro . Accanto a loro le donne, comprimarie solo in apparenza ma in realtà attrici primarie con la loro forza e anche con le loro indecisioni.

Nonostante la tragicità dei fatti narrati la speranza non abbandona chi racconta se può dire “anche dopo cent’anni di disgrazie…non dispero che impareremo finalmente a prendere la parola anziché le armi”.

Un gran bel libro, di quelli che vorresti non finissero mai, capace di interessarti e di commuoverti scritto in una lingua piana, piacevole e interessante.

Da non perdere.

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Recensione di Teresa Chi

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Recensione 2

È una storia di una famiglia lunga un secolo, da poco prima della prima Guerra Mondiale alla Pandemia.

Parte della storia si svolge nelle campagna francesi e poi con lo svuotamento delle stesse a Parigi, per continuare in una sorta di ping pong tra la campagna e la città. L’io narrante all’inizio non viene svelato, sarà svelato solo nella seconda parte del libro, mentre a chi si rivolge viene detto solo nelle ultime pagine.

Naturalmente durante questi cent’anni molte cose avvengono, ma non essendo un libro storico, sono più o meno accennate per far capire come questi abbiano influenzato i protagonisti di questa famiglia. Io l’ho trovato scritto benissimo, con una penna leggera ed a tratti ironica, non indugia nel torbido ma ci passa scivolando sopra, lo consiglio.

Di Massimo Garaventa

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