ATTO DI FAMIGLIA, di Alessandra Carati (Neri Pozza – maggio 2026)

Questo romanzo breve racconta la storia di una coppia che si incontra in un momento particolare della vita, un momento in cui entrambi hanno raggiunto uno status socio-economico che li soddisfa e li gratifica. Quello che manca loro è però la dimensione domestica e genitoriale che conquisteranno dopo il matrimonio.
La loro relazione però si sfalderà, conoscendo una profonda crisi, una crisi che li porterà in tribunale, dove numerose figure di specialisti, non solo avvocati e giudici, ma anche mediatori e psicologi, li seguiranno, con il duplice scopo di tutelare la loro bambina e di fare in modo che il conflitto non diventi lo status quo della famiglia, guidandoli perché possano riprogettarsi al di fuori della coppia.
Questo tuttavia non accadrà, perché il loro legame si trasformerà in odio. La bambina imparerà quell’alfabeto e, solo una volta cresciuta, capirà che esiste un altro modo di stare insieme, lo capirà faticosamente perché priva di strumenti, essendo cresciuta nella convinzione che “relazione” sia dominazione dell’altro. Una volta adulta, comprenderà che quello non è il modo con cui si vuole relazionare con il mondo, dandosi così un’altra possibilità di vita.
In questo romanzo, ognuna delle parti in causa, – il padre, la madre, la figlia -, ha la propria voce, la propria storia, il proprio punto di vista. Ognuno racconta la sua verità.
Recensione di Valentina Ferrari


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