ATTENTATO Amélie Nothomb

ATTENTATO Amélie Nothomb (Voland)

Tutti conoscono la storia di Quasimodo ed Esmeralda.

Chi non ha provato pieta’ per il ” gobbo” e pensato che fosse almeno d’animo nobile?
Chi di noi , di primo acchito , non pensa che una persona brutta , debba essere per forza almeno buona?
Amelie ci insinua il dubbio che non sia così. Forse il mostro si mostrerà buono per avere un po’ di attenzione. Ma il suo sentire sara’ pieno di rabbia, frustrazione e umiliazione che e’ necessario sentire.

ATTENTATO Amélie Nothomb Recensioni Libri e News UnlibroNon e’ il caso del protagonista di questa storia. Lui e’ consapevole di questo.
Ephifane e’ orribile. Di una bruttezza senza speranza. Accetta la sua condizione e decide di vivere nella sublimazione della bellezza sapendo di non poterla mai vivere se non come spettatore. Sa di essere utile ad essa. Solo attraverso i suoi occhi da “mostro”la bellezza può compiere la sua funzione.
Si innamora di una donna, Ethel, bellissima, che vede in lui l’amico su cui sempre contare. A cui chiedere consigli. E la vede , struggendosi di gelosia e incomprensione, innamorarsi di un uomo stupido e bellissimo.

Ephifane non lo e’. Né bello né stupido. Vede le cose con una certa chiarezza. Ed espone i suoi pensieri con sarcasmo. E’ gentilmente implacabile nei suoi giudizi.

La bellezza , attraverso Ethel, e l’amore puro gli permette di esprimere la sua intelligenza.

Non esistono amori impossibili.

E se conoscete la Nothomb, sapete che la storia non avrà un lieto fine. Non una fine come tutti la vorrebbero.
E mentre nelle ultime pagine speri in un finale da fiaba, ecco che la Nothomb ti rivela il condizionamento umano che ambisce alla perfezione. E crea una sofferenza inutile.

Non siamo mai ciò che vorremmo essere.
Ephifane lo sapeva.

Recensione di Egle Spanò

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.