ANIMA Wajdi Mouawad

ANIMA, di Wajdi Mouawad (Fazi – novembre 2025)

 

 

 

Un uomo torna a casa e trova sua moglie incinta brutalmente seviziata e assassinata, la polizia non ci mette molto a risalire al colpevole ma dice di non poterlo arrestare perché rifugiatosi in una riserva indiana. Col sospetto che sotto ci sia altro il nostro lascia il Canada e si mette alla ricerca dell’assassino, non solo per vendetta e non solo per vedere in faccia chi ha massacrato in quel modo terribile la sua compagna, ma soprattutto perché questo fatto di sangue ha riaperto nel protagonista una ferita mai del tutto chiusa e che ha origine nella sua infanzia e nel massacro della sua famiglia in Libano nel 1982.

A narrare e seguire la vicenda in tutte le sue fasi e al tempo presente non è il protagonista e neanche una voce fuori campo ma….gli animali! Ogni capitolo assume il punto di vista dell’animale che, in quanto comprimario oppure come spettatore occasionale, si trova a vivere un determinato passaggio, percependo le sensazioni più intime del protagonista e riportandone le azioni e i dialoghi, in un continuo passaggio di punti di vista che mostrano la grande differenza tra i mondo animale, con le sue regole spesso feroci, e quello umano, del tutto inspiegabile.

Questo è uno dei romanzi più difficili da presentare perché complesso nella sua stessa natura: alle prime pagine sembra un giallo, poi un romanzo d’azione/avventura, poi assume i tratti della storia di formazione ma siamo sempre alla superficie. E sicuramente un’opera che non lascia indifferenti e che porta con sé un forte contrasto tra l’estrema scorrevolezza della trama e la crudeltà- spesso ai limiti della sopportabilità- di diversi passaggi. Ciò che sorprende in questo senso è come i momenti più crudi raccontati dagli animali siano, per quanto vividi, contestualizzati e accettati mentre si percepisce nettamente l’incomprensione nei confronti dei sentimenti e dell’azione dell’essere umano con cui l’anima di queste creature cerca di instaurare un rapporto empatico per poi fermarsi di fronte al mistero dell’animo umano, il più feroce sulla Terra.

Non è certamente una lettura leggera, eppure ha un suo valore, al di là dell’espediente della narrazione animale che a qualcuno potrà far storcere il naso, e sicuramente ha doversi punti molto crudi e violenti, ma rimane un’esperienza a suo modo di grande spessore e meritevole di attenzione, ben costruita e carica di spunti di riflessione, un’opera assolutamente non banale che in qualche modo ti mette in connessione con tutte le realtà animali dalla più grande alla più piccola e con la rete di empatia che in qualche modo esiste tra tutte le creature…..eccetto, salvo rare eccezioni, l’uomo!

Recensione di Enrico Spinelli

L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

1 Commento

  1. Concordo sul fatto che questa non sia una lettura semplice, ma io l’ho amata proprio per questo. Perchè mi ha emozionato e mi ha fatto riflettere. Ed è un romanzo.

Commenti

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