ANIKO, di Anna Nerkagi (Utopia)

Nessun sole, per quanto immenso e carezzevole, può riscaldare un uomo quando è solo.
Mi capita tra le mani questo libro e all’improvviso sono catapultata dall’altra parte del mondo: la tundra.
E conosco il popolo nenec.
I Nenec sono allevatori di renne nomadi, vivono nelle regioni artiche della Siberia russa. Sin dalla prima pagina il lettore sente quel freddo, vede quelle renne, conosce il loro dialetto e i loro indumenti.
Vive in un habitat davvero estremo e particolare.
Anna Nerkagi con la sua penna, tra l’altro lei è di origine nenec, ci porta a conoscere questo popolo, le sue tradizioni, il modo di vivere in una terra in cui l’uomo deve trovare un’armonia con l’habitat che lo circonda. Il romanzo ci presenta vari personaggi che fanno parte di una comunità che all’improvviso è colpita da un lutto: muoiono una bambina e una donna per colpa di un lupo, il Diavolo Zoppo.
Loro sono la moglie e la figlia di Seberuj, saggio cacciatore e allevatore di renne che fa parte dell’antico clan chiamato Nogo.
Il lupo solitario semina il terrore tra le mandrie e i nenec da mesi gli danno la caccia.
Il dolore di Seberuj è il dolore di una comunità. Seberuj è anziano e si ritrova da solo, solo con le sue renne ed il suo cane ed i suoi amici di sempre.
Ma lui ha anche un’altra figlia, Aniko, che vive ormai lontano da anni per via dello studio. (In quelle terre i bambini vengono portati via per garantire loro una istruzione, anche a costo di perdere i contatti con la popolazione di origine).
Aniko torna a casa dopo aver ricevuto una lettera del padre ma è disorientata…
Il padre spera che lei resti, lei spera che il padre capisca il suo bisogno di stare lontano…
Chi avrà la meglio?
Questo libro é stata occasione per conoscere un popolo ed una cultura a me sconosciuta e per riflettere sul cambiamento di chi “va fuori” e poi fatica ad adattarsi al luogo di origine.
Non so se consigliarlo, io posso solo dire che sono felice di averlo letto…
Recensione di Maria Elena Bianco
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