AL GIARDINO ANCORA NON L’HO DETTO, di Pia Pera (Ponte alle Grazie)

Che è fra i libri più profondi, delicati e capaci di lasciare il segno che ho letto negli ultimi anni. Ho scoperto questa scrittrice dopo aver letto “Due vite” di Emanuele Trevi. E mi sono imbattuta in una lettura preziosa e delicata, in una scrittura raffinata e potente, quella di Pia Pera, scrittrice anticonformista, ironica e diretta, che ci ha lasciati troppo presto a causa della SLA. “Al giardino ancora non l’ho detto” è un diario, una voce vicina che non teme di raccontare una malattia che non colpisce solo il corpo, ma trasforma anche le relazioni, che affronta quanto sia difficile persino il non trovarsi mai soli in casa.
In queste pagine l’autrice si racconta senza filtri, con un’onestà disarmante, narrando di quanto siano stati importanti per lei le poesie e il giardino… e deludere le aspettative, e trascorrere ore ed ore in giardino per poter fantasticare senza imbarazzo, lasciare la testa e i pensieri vagare. Un’occasione per meditare su quanto ogni momento sia prezioso. Ricorda che la vita non è soltanto dare e prendersi cura degli altri, ma anche imparare a ricevere.
Sono rimasta colpita dalla consapevolezza di Pia Pera sulla sua malattia e di quanto sentisse ancora di poter dare qualcosa di sé al mondo e al giardino… a cui ancora non ha detto che presto avrebbe dovuto imparare a fare a meno di lei che tanto lo ha amato…
Recensione di Erika Polimeni


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