AGNES BROWNE RAGAZZA, di Brendan O’Carroll (Neri Pozza)

Finite anche troppo in fretta le 230 pagine di “Agnes Browne ragazza”, di Brendan O’Carroll. Ricordo ancora quando, innamorata persa dell’Irlanda dopo il secondo viaggio in quella terra magnifica, avevo scovato al mercatino il primo volume della tetralogia dedicata al personaggio di Agnes, “Agnes Browne mamma”. Lo avevo divorato, e mi ero affrettata ad acquistare gli altri volumi, letti a distanza di anni, l’ultimo pochi mesi fa. Se “Agnes Browne nonna” concludeva il ciclo, questo “Agnes Browne ragazza”, scritto dall’autore come quarto volume, è un prequel che si sposa perfettamente con i capitoli precedenti della serie, e che ci regala una perla sorprendente per chi come me si era affezionata al personaggio di Agnes e ne era rimasta in qualche modo “orfana”. Questo quarto libro si apre alla vigilia delle nozze di una giovanissima Agnes con Rosso Browne, con l’amica fidata Marion al suo fianco anche la notte prima delle nozze, davanti all’abito bianco che la nostra protagonista indosserà il giorno dopo in chiesa.
Da lì, la narrazione si sposta agli anni Venti, quando ancora gli echi della rivoluzione contro il regime inglese scuotevano l’Irlanda intera. In quegli anni tumultuosi si erano incontrati Constance e Bosco, che sarebbero poi diventati genitori di Agnes, e la loro storia ha il sapore e gli odori di una Dublino di periferia in cui certi valori avevano un peso importante, dove la solidarietà e la libertà marchiavano la vita delle persone. La storia dei genitori di Agnes mi ha colpita dritta al cuore per la sua veridicità, così come quella della nostra eroina quando dovette sobbarcarsi il peso di una famiglia sfasciata, ancora inconsapevole delle ulteriori difficoltà a cui avrebbe dovuto far fronte negli anni a venire. Un romanzo di quelli che ti colpiscono come un pugno al petto, di una franchezza sterminata, fatto di personaggi veri che ognuno di noi avrebbe potuto incontrare.
E vi assicuro che, una volta terminato questo libro, la prima cosa che vorreste fare sarebbe quella di prendere per mano Agnes e di andare a bere con lei una pinta di birra al pub, facendovi raccontare una storia e sbellicandovi insieme dalle risate: perché se c’è una cosa che questo romanzo ti insegna è che se hai un amico vicino, un amico vero, uno che ti dice sempre la verità e che ti sa ascoltare, sarai pronto ad affrontare a testa alta qualunque cosa nella vita. Una lettura scorrevole ma intensa, il modo migliore per salutare Agnes Browne, nella speranza che prima o poi qualcun altro scrittore riesca a creare un personaggio come lei, un’irlandese sfrontata, ma coraggiosa e sincera, di una genuinità incomparabile.
Recensione di Eleonora Saia
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