A PROVA DI CUORE, di Rosario Stabile (Fiori di campo – febbraio 2025)

Per chi lo ha conosciuto ne “I colori del cuore”, torna Matteo coi suoi amici. Per chi, come me, lo incontra per la prima volta, non può non innamorarsi di questo trentenne, della sua voglia di vivere, della sua passione per il teatro e dei suoi amici, e non potrà che tifare per lui quando rivede Silvia e il suo cuore riprende a fare gli stessi battiti di dieci anni prima.
Tutto normale, penserete, in realtà no, è tutto ancora reso più speciale perché Matteo vive su una sedia a rotelle dopo un incidente avuto quando aveva solo quattordici anni. Quello che per molti avrebbe rappresentato un problema ed un peso, per Matteo è diventato un accessorio qualunque, come un paio di occhiali, un jeans nuovo o un cappello, qualcosa che non lo definisce e non lo limita.
Matteo ora è laureato, ha un lavoro all’università, ha degli amici con cui condivide il tempo libero e i propri problemi: fa esattamente tutto come gli altri. L’ ultimo pezzo ancora da sistemare è proprio il cuore. Non ha ancora trovato un amore a prova di cuore e soprattutto che glielo faccia battere come faceva Silvia prima che la loro storia finisse.
Anche Silvia è andata avanti nel frattempo; è un’attrice famosa e pluripremiata dopo essere andata a studiare a New York e ora sta per sposarsi.
Quando gli impegni di lavorano la riportano nei luoghi della sua adolescenza la sua mente non può che tornare a Matteo e agli altri amici.
Una serie di flash di memorie passate permetterà ai nuovi lettori di leggere il tutto molto fluidamente senza perdersi pezzi del passato.
Rivedersi sarà per tutti un tuffo nel passato e niente più?
Nel libro si affrontano molti stereotipi legati a persone che convivono con handicap, come il fatto che il dover aver bisogno degli altri possa essere limitativo nei rapporti di coppia oppure possa generare ansia nei genitori anche quando i figli sono cresciuti. Velatamente però è un libro che insegna a chi legge che un handicap è veramente tale solo quando è visto tale da una società che non si adegua, quando i mezzi pubblici non sono attrezzati con pedane per permettere loro di andare a lavoro, quando gli hotel non hanno ingressi laterali oltre le porte girevoli o quando non esistono ascensori per salire sul terrazzo per guardare con gli altri i fuochi d’artificio.
Già tutto questo dovrebbe servire ai lettori per orientarne la scelta e la lettura e di solito mi fermo alla sola descrizione del libro. Questa volta però devo fare un’eccezione e parlarvi anche dell’autore.
Rosario Stabile infatti, proprio come Matteo, vive su una sedia a rotelle dall’età di 8 anni a causa della Distrofia muscolare di Duchenne e dall’ età di 15 anni vive attaccato ad un respiratore artificiale.
E proprio come Matteo lui non si è lasciato inchiodare e abbattere dalla sua patologia, ma ha trovato nella scrittura le sue ali per volare e vivere. E la copertina del libro lo rappresenta bene mentre vola via legato ad un libro aperto ma con la mente legato alla terra.
È al suo quinto lavoro letterario e ci sono tutte le premesse per aspettarsene degli altri.
Ma il suo essere straordinario non è neanche solo questo, ma è proprio il suo grande cuore. È da sempre impegnato nel sociale e con il ricavato delle vendite dei suoi libri sostiene progetti a favore delle popolazioni dell’Africa e del Sud America. Ed ha 42 anni.
Secondo voi questo libro è “a prova di cuore”? A voi lettori la risposta.
Recensione di Evelina Loffredi


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