150 ACRI, di Melinda Moustakis (Blu Atlantide)

Primo romanzo della scrittrice, trae spunto da vicende autobiografiche, ambientato in Alaska tra il 1956 e 1959, a cavallo del riconoscimento dello Stato come 49mo.
I protagonisti sono due giovanissimi, Marie e Lawrence, intorno a cui ruotano i genitori di lui, soprattutto il padre Joseph, la sorella Sheila ed il marito Sly di lei.
L’incontro dei ragazzi, lui reduce di guerra con i suoi drammi interiori, lei cresciuta dalla sorella e dalla nonna, senza l’affetto della madre, entrambi desiderosi di creare una loro famiglia. L’insediamento nel territorio, il duro lavoro per diventare proprietari dei 150 Acri, costruendo la propria casa e coltivando la terra, in un’area isolata, circondata dalla natura, da montagne, alberi, lontana da tutto.
I diversi ruoli, le aspettative, il matrimonio, i silenzi, le ombre del passato, è un racconto della quotidianità dura e solitaria immersa in descrizioni accurate del paesaggio con tutta la sua maestosità e asprezza.
Lo stile asciutto consente di cogliere l’isolamento dei luoghi e dei personaggi. Leggendo si ha la sensazione di essere accanto a loro, si prova il desiderio di una passeggiata nella neve, verso il lago, di ammirare le cime e in lontananza magari qualche orso o alce.
La copertina è una perfetta rappresentazione dell’ambientazione
Recensione di Stefania Lofiego


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